Obiettivo benessere: L’interno prima dell’esterno

Quando si parla di obiettivo benessere spesso si tende a prendere in considerazione l’aspetto esteriore dividendolo da quello interno che invece è altrettanto importante.

In questo articolo parleremo di:

  • Dimensione interiore da salvaguardare
  • Passioni, Culture, ritualità e passatempi
  • Visione olistica
  • Benessere
  • Sciamanesimo Femminile

Leggi tutto “Obiettivo benessere: L’interno prima dell’esterno”

Protesi ginocchio e anca mini invasiva: le virtù del titanio

Ogni anno, la protesi ginocchio mini invasiva consente a 80 mila persone in Italia di tornare a camminare normalmente, mentre la protesi anca fa recuperare una buona qualità della vita a 100 mila soggetti. Sembra di rivivere in tempi moderni il miracolo che permise a Lazzaro di recuperare gli arti inferiori. E’ tutto merito della tecnica chirurgica mini invasiva? In gran parte sì, ma senza le moderne protesi (più piccole e molto più resistenti di quelle convenzionali) questo tipo di chirurgia non sarebbe possibile.

In sala operatoria, un chirurgo specializzato in mini invasiva non potrebbe incidere meno ed assicurare tutti i vantaggi di questa tecnica avanzata se non esistessero impianti protesici come la protesi ginocchio e anca di ultima generazione” ammette il dottor Michele Massaro ortopedico ginocchio/anca, specialista in Ortopedia e Traumatologia del Gruppo Humanitas di Bergamo.

Protesi ginocchio e anca: il segreto della tecnica racchiuso nei materiali innovativi

Dottor Michele Massaro, cos’hanno di speciale queste protesi?” chiediamo allo specialista ortopedico ginocchio anca.

Attualmente, le protesi ginocchio e anca hanno raggiunto un elevato livello di funzionalità ed eccellenza grazie all’utilizzo di materiali innovativi, ultramoderni, biocompatibili, molto resistenti e durevoli” risponde il dr. Massaro. Si tratta di materiali che devono risultare il più possibile simili agli elementi naturali senza, peraltro, causare crisi di rigetto.

La storia delle protesi è iniziata con l’impiego dell’avorio sostituito, poi, da materiale acrilico fino ad usare oro, bachelite, pyrex, ceramica fine. La ricerca del materiale ideale per ottenere migliori risultati in termini di funzionalità articolare e durabilità ha portato, in seguito, la chirurgia mini invasiva ad utilizzare cromo e cobalto. Oggi, è la volta del titanio, materiale ultramoderno che presenta notevoli virtù: alta resistenza, rigidità, bassa densità, leggerezza, buona resistenza alla corrosione. Non è tossico ed è generalmente biocompatibile con tessuti umani ed ossa.

I materiali impiegati per realizzare protesi anca e ginocchio durano, mediamente, 20-25 anni.

Ovviamente, un chirurgo specialista come il dr. Massaro Michele consiglia ai suoi pazienti il ricorso all’impianto protesico solo dopo aver valutato attentamente l’effettiva necessità dovuta alla gravità dell’artrosi ginocchio (gonartrosi) o anca (coxartrosi) che richiede l’intervento per consentire al paziente di recuperare una buona qualità della vita.

Quando è strettamente necessario ricorrere alla protesi ginocchio e anca

L’intervento per innestare la protesi articolare risulta inevitabile quando la terapia conservativa ed altri trattamenti specifici non funzionano più, quando l’artrosi diventa invalidante. Il danno articolare è irreversibile, il dolore insopportabile e la rigidità compromettono seriamente la mobilità della persona colpita dall’artrosi. La limitazione del movimento articolare è grave al punto tale da non consentire il normale svolgimento delle attività quotidiane rendendo il paziente non autosufficiente” spiega il dottor Massaro.

L’artrosi erode progressivamente la cartilagine dell’osso e la funzionalità articolare viene compromessa provocando una sintomatologia dolorosa che impedisce il movimento.

Se la chirurgia mini invasiva riesce a rispettare il corpo umano risparmiando muscoli, cartilagine e parti ossee (che vengono semplicemente divaricati, non sezionati) è merito sia dell’abile mano di chirurghi esperti come Michele Massaro sia di strumenti protesici che rendono possibile l’applicazione di questa tecnica chirurgica.

La protesi che andrà a sostituire osso e cartilagine danneggiati per ripristinare la funzionalità articolare è più piccola, quindi consente di ridurre l’incisione. Tutto si riduce: tempi d’intervento, di recupero e di riabilitazione (si dimezzano da 2 a 4 settimane), il trauma (dolore e gonfiore), la perdita di sangue durante e dopo l’intervento, i rischi post-operatori (lussazione, infezioni), gli attriti tra gli elementi impiantati.

Protesi ginocchio mini invasiva: come è fatta

Le protesi ginocchio più avanzate, utilizzate negli interventi di chirurgia mini invasiva da impiantare tra tibia e femore sostituendo osso e cartilagine compromessi dall’artrosi, sono composte generalmente da 4 elementi:

  • Una placca ricurva per la parte superiore;
  • Una placca piatta che riveste la parte superiore della tibia;
  • Un elemento interposto tra le due placche, che serve a separarle;
  • Una rotula artificiale.

Le prime due parti (le placche) sono realizzate in titanio oppure in una lega di cobalto/cromo mentre la rotula artificiale è costruita in polietilene.

Esistono diversi modelli di protesi ginocchio e anca: il chirurgo sceglierà quella più adatta al paziente da operare in base a parametri essenziali come età, peso corporeo, sesso, eventuali patologie, allergia ai materiali dell’impianto protesico.

Protesi ginocchio monocompartimentale: cos’è, vantaggi

La chirurgia mini invasiva che il dottor Michele Massaro ha scelto fin dall’inizio della sua attività di ortopedico ginocchio anca consente un’ulteriore chance, a differenza della terapia chirurgica classica: la protesi parziale o monocompartimentale ancora più selettiva. Consiste nel sostituire osso e cartilagine consumati di uno solo dei tre compartimenti che costituiscono il ginocchio (mediale, laterale o femoro-rotuleo) se soltanto uno di questi è danneggiato.

I vantaggi della protesi monocompartimentale aumentano rispetto alla protesi totale mini invasiva:

  • Ulteriore riduzione dell’incisione (8 cm circa);
  • Utilizzo di componenti più piccole;
  • Tempi di intervento e di recupero più rapidi;
  • Minor trauma post-operatorio (dolore, gonfiore);
  • Perdita ematica ridotta sia durante sia dopo l’intervento;
  • Legamento crociato anteriore e posteriore preservati, se sono sani.

Dopo il recupero e la riabilitazione, il movimento articolare del ginocchio risulterà ancora più naturale e fisiologico rispetto alla protesi totale.

Ringraziamo il dottor Massaro Michele ortopedico ginocchio anca per il suo contributo che ha reso possibile la stesura di questo articolo.

Defibrillatore semiautomatico esterno: ecco cos’è

Un defibrillatore semiautomatico esterno è un dispositivo salva-vita il cui compito è quello di identificare le variazioni del ritmo del battito del cuore, in modo tale che in caso di necessità possa erogare una scarica elettrica che va a colpire il muscolo cardiaco. In seguito allo shock elettrico, il battito cardiaco viene azzerato: dopodiché il suo ritmo viene ristabilito. Questo tipo di defibrillatore è un apparecchio intelligente, nel senso che è capace di agire praticamente da solo, quasi in totale autonomia. Tutto quel che bisogna fare è collegare gli elettrodi alla persona su cui il dispositivo deve essere usato: gli elettrocardiogrammi vengono eseguiti dal defibrillatore in modo automatico, così che lo stesso possa capire se il cuore ha bisogno oppure no di uno shock elettrico.

L’intelligenza del defibrillatore semiautomatico esterno sta nella capacità di capire se la persona è vittima o meno di un arresto cardiaco: nel caso in cui il ritmo sia defibrillabile, l’operatore viene avvisato che c’è bisogno di una scarica elettrica per il cuore. Così, chi utilizza il dispositivo deve solo schiacciare il pulsante apposito che eroga la scarica. Per imparare a gestire e a far funzionare questo defibrillatore vengono organizzati dei corsi ad hoc: si tratta dei cosiddetti corsi BLSD, che sono dedicati alla rianimazione cardiopolmonare.

Vale la pena di mettere in evidenza, in ogni caso, che il defibrillatore semiautomatico esterno è molto facile da utilizzare: è proprio per questo motivo che può essere adoperato da personale laico, ovviamente a condizione che sia formato in modo adeguato. Nel dispositivo è presente una guida vocale grazie a cui l’operatore può essere assistituto in tutte le fasi del soccorso. L’apparecchio, inoltre, si predispone all’erogazione della scarica elettrica unicamente nell’eventualità in cui ravvisi un arresto cardiaco nel paziente: insomma, non si corre il rischio che essa venga prodotta quando non ce n’è bisogno. Il paziente, dunque, non può essere defibrillato se non viene riscontrato un arresto cardiaco: nemmeno nel caso in cui il tasto dello shock dovesse essere premuto per errore.

Il DAE – acronimo con cui viene indicato il defibrillatore semiautomatico esterno – può anche fornire al soccorritore delle indicazioni visive, che sono presenti sia sul dispositivo che sugli elettrodi, in modo tale che egli possa essere guidato ancora più facilmente. Un defibrillatore da solo non è sufficiente per riuscire a salvare la vita di chi ha avuto un arresto cardiaco: è necessario, infatti, che lo stesso venga utilizzato nel minor tempo possibile. Le probabilità di sopravvivenza si riducono del 10% per ogni minuto che passa.

Anche questo è il motivo per il quale tutti i luoghi in cui viviamo dovrebbero essere cardio-protetti: sempre più spesso i DAE vengono installati, oltre che nelle scuole e nelle palestre, anche in luoghi pubblici, come centri storici o impianti sportivi. D’altro canto, ognuno di noi dovrebbe seguire un corso ad hoc per imparare a usare un defibrillatore semiautomatico esterno: un impegno di poche ore, che però si potrebbe rivelare indispensabile per salvare una vita in una situazione di emergenza in attesa dell’arrivo di operatori sanitari e soccorritori dotati di strumenti ad hoc.

Corsi BLSD: ecco perché sono sempre più importanti

corsi BLSD stanno diventando sempre più importanti, anche in virtù delle recenti normative che hanno imposto a tutte le associazioni sportive di dotare i propri impianti di defibrillatori per prevenire le morti sul campo dovute ad arresti cardiaci. Vale la pena di imparare a conoscerli più da vicino, partendo dal significato della sigla: BLSD è l’cronimo di Basic Life Support and Defibrillation, espressione che potremmo tradurre come supporto di base alle funzioni vitali e defibrillazione. Si tratta, in pratica, di una tecnica di primo soccorso che si fonda sulla rianimazione cardiaca e polmonare, ma che include anche altre manovre a sostegno delle funzioni vitali.

L’associazione Life Academy che aiuta chi sta cercando un corso BLSD a Udine ci riporta qualche dato significativo a riguardo. Per capire il valore dei corsi BLSD è sufficiente sapere che nel nostro Paese ogni anno sono più di 60mila le persone che sono vittime di arresto cardiaco: più di 160 al giorno. Il problema è che senza un intervento istantaneo le probabilità di sopravvivenza sono molto prossime allo zero. Per questo motivo c’è bisogno delle manovre BLS, che consentono di moltiplicare le possibilità di sopravvivenza. Solo negli ultimi anni si è diffuso il principio secondo il quale la cultura del primo soccorso non deve essere appannaggio esclusivo degli operatori sanitari e dei professionisti del settore, ma deve essere diffusa a tutta la comunità. A volte poche manovre di rianimazione, di semplice attuazione, possono essere sufficienti per evitare la morte di una persona.

Chi prende parte ai corsi BLSD ha l’opportunità di imparare le tecniche di base a supporto delle funzioni vitali e può scoprire in che modo si deve far fronte a una situazione di emergenza in attesa che giungano gli operatori del 118: è importante, in particolare, conoscere e saper usare il DAE, vale a dire il defibrillatore semiautomatico esterno, in modo da garantire un’assistenza adeguata non solo a chi è colpito da un arresto cardiaco o da un arresto respiratorio, ma anche a coloro che subiscono un soffocamento dovuto a un corpo estraneo. I corsi BLSD non includono unicamente la rianimazione polmonare e cardiaca ma comprendono anche le manovre di disostruzione.

Per tutte le attività sportive non agonistiche, il defibrillatore è diventato obbligatorio dal 1° luglio dello scorso anno, sulla base del decreto del 26 giugno del 2017 del Ministero della Salute e del Ministero dello Sport. L’obbligo di dotarsi del Dae riguarda tutte le associazioni e tutte le società sportive dilettantistiche (oltre, ovviamente, a quelle professionistiche) che praticano una disciplina sportiva riconosciuta dal Coni (in tutto sono poco meno di 400 discipline).

Tutti gli impianti sportivi devono essere muniti di un defibrillatore di questo tipo, e in occasione delle competizioni che vedono coinvolte le associazioni è richiesta la presenza di un soggetto adeguatamente formato per l’impiego del dispositivo. Per altro, la legge vincola al ricorso a certificazioni mediche per tutti coloro che svolgono attività sportive amatoriali o non agonistiche, al fine di ridurre l’impatto della cosiddetta morte cardiaca improvvisa: essa è rappresentata da un decesso improvviso dovuto a cause naturali e non anticipato da sintomi premonitori, che interessa una persona la cui salute non fa immaginare un rischio simile.

L’ipertensione arteriosa: cos’è, sintomi e come contrastarla

L’ipertensione arteriosa è una condizione cronica, e rappresenta una delle patologie più diffuse nei paesi industrializzati. Si calcola che il 20% della popolazione adulta sia affetta da questa malattia. L’ipertensione è uno stato estremamente subdolo, poiché è silente e non comporta particolari sintomi. Per questo motivo è definita “killer silenzioso”, poiché può provocare danni molti gravi e, nei casi più estremi, la morte. L’ipertensione arteriosa è uno stato in cui la pressione arteriosa a riposo è notevolmente superiore rispetto ai valori standard. Per fare un esempio pratico si può parlare di ipertensione in due occasioni. Nel primo caso la pressione arteriosa minima, detta anche pressione diastolica, supera costantemente i 90 mm/Hg. Nel secondo caso la pressione arteriosa massima, detta anche pressione sistolica, supera costantemente i 140 mm/Hg. L’ipertensione è definita nel gergo più comune “pressione alta”.

Sono diverse le cause che, nel corso della giornata, possono provocare un innalzamento o un abbassamento improvviso della pressione arteriosa. Di notte la pressione è bassa, ma inizia a salire appena sveglia nel corso della giornata, raggiungendo il picco a mezzogiorno. Dopo pranzo la pressione tende ad abbassarsi, per poi rialzarsi nuovamente nelle tarde ore pomeridiane. La pressione aumenta nel corso di un’attività fisica, e l’entità dell’aumento dipende dall’intensità e dalla durata dell’esercizio o dello sforzo. Stati particolari di ansia, stress o forti emozioni provocano un innalzamento della pressione. Situazioni calme e rilassanti invece favoriscono un abbassamento della pressione.

Esistono quattro gradi di ipertensione che determinano la gravità della situazione. Si parla di ipertensione lieve (pre-ipertensione) quando l’aumento supera i 130/85 mm/Hg, ma è inferiore ai 139/89 mm/Hg. L’ipertensione allo stadio 1 si verifica quando l’aumento supera i 140/90 mm/Hg, ma è inferiore ai 159/99 mm/Hg. Nell’ipertensione allo stadio 2 l’aumento supera i 160/100 mm/Hg, ma è inferiore ai 179/109 mm/Hg. Infine si parla di ipertensione allo stadio 3, la più pericolosa, quando l’aumento pressorio è maggiore o uguale a 180/110 mm/Hg.

Esistono diversi fattori che posso incidere negativamente sull’organismo, favorendo le condizioni per la creazione dell’ipertensione. Gli studi hanno evidenziato alcune possibili cause: predisposizione genetica; abitudini alimentari sbagliate (abuso di caffeina, sale, alcol); sovrappeso; età avanzata; sedentarietà; depressione; squilibri ormonali. L’ipertensione non curata in modo opportuno provoca un danno ai vasi sanguigni. I rischi sono molto alti, e possono causare nella peggiore delle ipotesi aneurismi, insufficienza cardiaca, attacchi di cuore, ictus, malfunzionamenti dei reni, deficit di memoria e demenza. É fortemente consigliata una visita medica per valutare la pressione arteriosa, da misurare con un apposito sfigmomanometro (o con altri misuratori di pressione). Sono necessari anche controlli più approfonditi come: esame del sangue, esame delle urine, esami radiologici, holter pressorio ed elettrocardiogramma.

Come contrastare l’ipertensione arteriosa? Innanzitutto bisogna condurre una vita sana, praticando costantemente un’attività fisica ed evitando eccessi di sale, fumo ed alcol. Una vita sana richiede anche un sonno profondo e continuativo nelle ore notturne. Se nonostante i vari accorgimenti l’ipertensione continua ad essere presente, è necessario ricorrere a farmaci specifici. Si tratta di medicinali anti-ipertensivi, che comprendono: diuretici, calcio-antagonisti, beta-bloccanti, inibitori del sistema renina-angiotensina e vasodilatatori. La terapia va ovviamente stilata in base al grado di ipertensione. Infine lo yoga è un ottimo rimedio naturale per controllare lo stress e normalizzare la pressione arteriosa.

Gli alimenti più indicati per combattere la rinite allergica

La primavera porta in dote sole e temperature miti, ma purtroppo anche gli allergeni che provocano la rinite allergica, detta anche raffreddore da fieno. Molte persone sono allergiche ai pollini rilasciate da alcune piante, in modo particolare le graminacee e la paritaria. Anche i soggetti non predisposti alle allergie possono incappare nella rinite allergica. Tale evenienza può verificarsi se le difese immunitarie dovessero abbassarsi per qualche motivo. I risultati? Starnuti a gogo, difficoltà di respirazione e lacrimazione degli occhi. Questa condizione colpisce purtroppo molte persone, che soffrono maledettamente nel periodo primaverile. Come ci spiega la farmacia di Udine Pelizzo seguito ad alcune ricerche sono però stati individuati degli alimenti, capaci di contrastare o quanto meno di ridurre gli effetti della rinite allergica.

Un ottimo ingrediente contro la rinite allergica è la curcuma, una spezia utilizzata da tantissimo tempo nella cultura indiana e cinese. La curcuma ha notevoli capacità anti-infiammatorie, e può essere impiegata per insaporire diversi piatti: dal pesce alla carne, dalle verdure alla pasta. I funghi, grazie all’alto contenuto di selenio, sono degli ottimi alleati per contrastare il raffreddore da fieno. Altro aroma che può essere utilizzato in diversi piatti è il rosmarino. Al suo interno c’è l’acido rosmarinico, un polifenolo naturale in grado di sopprimere le reazioni allergiche.

Una mela al giorno toglie il medico di torno, ma tiene alla larga anche le allergie. Secondo alcuni studi giapponesi, i polifenoli nella mela sono molto efficaci nel ridurre i sintomi della rinite allergica. In base ad alcuni esperimenti la quercetina, uno dei polifenoli più importanti della mela, si è dimostrata molto efficace nel prevenire le reazioni allergiche. Sono molto indicate anche le acciughe, ricche di selenio, che forniscono un’ottima quantità di acidi grassi anti-infiammatori omega 3. Altro alimento da consumare con una certa regolarità è la senape per le sue peculiari proprietà. La senape infatti è ricca di vitamina C, vitamina E ed altri nutrienti capaci di abbattere l’istamina, ridurre i radicali liberi e contrastare le infiammazioni.

Le foglie di tarassaco contengono tanta vitamina C ed una buona quantità di vitamina E. Il loro impiego è molto variegato, poiché possono essere utilizzate nelle insalate e negli infusi di erbe. Il tarassaco ha però un sapore piuttosto amarognolo, quindi può essere assunto anche in compresse. L’aglio è un vero alimento “tuttofare”: previene il cancro, combatte le malattie cardiovascolari e riduce il rischio di ipertensione. L’aglio è in grado di apportare diversi benefici all’organismo, contrastando anche la rinite allergica. Il suo sapore però è tutt’altro che gradevole, quindi può essere assunto sotto forma di integratore.

semi di lino, grazie all’elevata quantità di selenio, possono alleviare i sintomi della tosse e della rinite allergica. I semi di lino sono anche un’ottima fonte vegetale di acidi grassi omega 3, molto efficaci nel ridurre i rischi ed i sintomi della rinite allergica. Recenti studi hanno dimostrato che anche i semi di girasole apportano notevoli benefici alle persone allergiche. I semi di girasole sono ricchi di calorie e grassi, quindi vanno assunti con una certa moderazione. Questi alimenti contengono molti nutrienti capaci di prevenire le reazioni allergiche provocate da altre sostanze.

Vegano e vegetariano, quali sono le maggiori differenze?

Se ti stai chiedendo qual è la differenza tra vegano e vegetariano, probabilmente ti interesserà iniziare uno dei suddetti percorsi.

Ma qual è lo stile di vita che conduce un vegano? E che differenze ci sono con un vegetariano? Nonostante entrambi hanno scelto di abolire sia pesce che carne, ci sono diverse diversificazioni abbastanza importanti.

Vegetariano: che stile segue? Cosa mangia?

Vegetariani e vegani seguono più o meno le stesse ideologie. Il vegetariano rappresenta quel gruppo di gente, che ha deciso di togliere dall’alimentazione, la carne proveniente da ogni animale esistente sulla terra.

Ma questa categoria non si sofferma a quanto detto, infatti bisogna fare una distinzione ben più ampia:

  1. Latto-ovo-vegetariane: gruppo di persone che mangiano uova, latticini e latte.
  2. Latto-vegetariani: gente che mangia sia formaggi che latte, tranne le uova.
  3. Ovo-vegetariani: come si può ben intuire, è chi ha deciso di mangiare solamente uova, senza includere formaggi o latte.

Da un po’ di anni è nata la tendenza di esser definiti “semi /quasi vegetariani”. Ovvero quegli individui che una volta alla settimana al massimo, si concedono cibo come volatili, pesce o carne.

Qual è lo stile di un vegano?

Il vegano indispensabilmente segue un’alimentazione rigida (vedi dieta vegana), senza che sia incluso alcun tipo di cibo che provenga da un animale.

La maggior differenza tra vegetariano e vegano, sta proprio nel fatto che quest’ultimo sia molto ristretto e il cibo dev’essere esclusivamente di origine vegetale.

Latte o uova per un vegano, sono da escludere immancabilmente. Il vegano al contrario di un vegetariano, pone molta attenzione anche all’abbigliamento.

Pellicce, lana, seta, o cuoio, sono materiali che un vegano odia terribilmente. Proprio perché la sua filosofia non si sofferma al piano alimentare, ma è una lotta costante contro chi sfruttare l’essere animale per vestirsi o cibarsi.

Stile di vita di un vegetariano e vegano

Se da un lato il vegano pone un occhio di riguardo anche all’abbigliamento, il vegetariano no. Così come il vegano non partecipa a spettacoli come il circo o laddove sia messo in mostra un animale.

Il movimento animalista pensa anche e soprattutto all’ambiente. Infatti secondo delle ricerche accurate, più aumenta la produzione della carne, maggiore sarà l’inquinamento della terra in cui viviamo.

Meglio vegano o vegetariano? Considerazioni e polemiche

Una frase che avrai sentito molto spesso è “meglio vegano o vegetariano?”. In realtà nessuno dei due prevale sull’altro, sono due modi talmente simili, ma quanto diversi di affrontare lo sfruttamento animale.

I dibattiti sui social e non solo, si ripetono giorno dopo giorno. I vegani sostengono che i vegetariani non sono a conoscenza del reale significato dei derivati come uova e latte.

Capita molto spesso che è più probabile che un vegetariano si converta in vegano che viceversa. Questo accade per chi vive profondamente il principio del movimento animalista, sia sul piano alimentare che come stile di vita.

Peso ideale per una Donna: Calcolalo adesso

Per calcolare il peso ideale di una donna, non bisogna obbligatoriamente essere un medico. Quello che importa maggiormente, è essere a conoscenza dei fattori che influenzano il peso e come equilibrarli.

Per effettuare il calcolo esatto di una donna o uomo che sia, si fa riferimento al BMI. Non è altro che l’indice che indica la massa corporea di una persona.

Questo valore potrebbe non essere sufficiente se considerato da solo, il calcolo si esegue con la divisione dei chili per il quadrato dell’altezza, raffigurata in “m”.

Come raggiungere il peso forma

La prima regola per raggiungere il peso forma è senza dubbio quella di non seguire il trend dei food. Piuttosto pensa a seguire una sana alimentazione, rispettando i relativi pasti.

Qualora si mangiasse in modo errato, al di la dei problemi definiti “estetismi” e smagliature che una donna può accusare, si susseguono complicazioni ben più gravi, come ipertensione, valori disordinati ed eventuale diabete.

Per determinare il peso giusto, i valori da considerare sono i seguenti:

  • Peso;
  • Altezza;
  • Sesso;

Il peso forma di una donna si differenzia da quello maschile, per un semplice fatto di struttura corporea umana. Per esempio la “massa grassa” in un corpo femminile, generalmente è presente nel 25% di tutto il corpo.

Con precisione un 10% in più rispetto all’uomo. Ma così come è maggiore la massa muscolare di una donna, che a differenza del sesso opposto, nel genere femminile quest’ultima si forma soprattutto sulla parte inferiore.

Individua la tua corporatura

Come spiegato precedentemente, la corporatura di un uomo e quella di una donna, è differente. Il genere femminile. Ecco tre tipi di ossatura a cui far riferimento, per il calcolo del peso corretto:

  1. Brevilinea (ossatura pesante/grossa)
  2. Normolinea (ossatura nella media)
  3. Longilinea (ossatura leggera o decisamente piccola)

Ora non ti resta che prendere le misure in centimetri, rispetto alla circonferenza del tuo polso (il destro). Il risultato dovrà essere confrontato, con le misure che vedi in tabella:

Adesso per se hai raggiunto o superato il tuo peso forma, confronta tali dati:

  • Longilineo > 10,9 = in questo caso il carico del tuo corpo è alto rispetto alla norma. Bisogna ridurlo di almeno il 5%.
  • Normolineo tra 9,9 e 10,9
  • Brevilineo < 9,9 = il carico ideale del tuo corpo è maggiore, si deve aumentare del 5%.

Qualora tu sia una persona sportiva o atleta di bodybuilding e attività similari, per calcolare il peso forma sarebbe bene che parlassi con un medico.

Questo perché chi pratica tali sport, se confronta e calcola tutto ciò che è stato detto, potrebbe non rispecchiare i valori reali, per una eventuale massa grassa in eccesso.

Bilance innovative per il calcolo del peso forma

Da un po’ di tempo sono uscite sul mercato le cosiddette bilance “Smart”. Dispositivi pensati proprio per calcolare automaticamente il peso forma.

La differenza rispetto alle tradizionali bilance, è che queste smart (configurabili con uno smartphone per monitorare il peso), indicano le percentuali di massa grassa, dell’ossatura e dei liquidi presenti.

Bacche di Goji

Le bacche di Goji stanno guadagnando l’approvazione in tutto il mondo per i loro immensi benefici salutari e qualità nutrizionali.

Questa bacca è leggermente agrodolce nel gusto e ha una consistenza gommosa e la forma paragonabile all’uvetta. Può essere preparata in un tè, trasformata in bevande liquide, aggiunta a zuppe e cibi crudi.

Il contenuto nutrizionale di questo piccolo e sorprendente frutto è incomparabile con qualsiasi altra sostanza naturale che si trova in tempi moderni.

E‘ stato clinicamente verificato che se consumate regolarmente in quantità ottimali possono guarire diversi disturbi e risolvere molti problemi.

Le bacche di Goji sono una ricca fonte di antiossidanti, tra cui beta-carotene e zeaxantina.

La funzione di queste sostanze nutritive è quello di salvaguardare la retina dell’occhio e agire come antiossidanti.

Le bacche di Goji crescono abbondantemente in Tibet e sono tradizionalmente conosciute dai tibetani per il loro alto contenuto di sostanze nutrienti. I medici Lama e i mongoli nomadi e tibetani hanno l’idea tradizionale che il consumo regolare di queste bacche favorisce una lunga vita attiva e felice.

Queste bacche possono essere uno dei migliori alimenti anti-invecchiamento a disposizione di chiunque. Queste bacche sono state utilizzati in Cina per migliaia di anni per migliorare la salute e la longevità. E’ stata fatta una ricerca nella Cina moderna per spiegare come la bacca di Goji fa bene alla salute del corpo umano.

Alcuni dei benefici che possono essere ottenuti da queste bacche:

  • contribuiscono a migliorare la vita
  • contribuiscono a mantenere la pressione arteriosa a un livello sano
  • hanno proprietà di anti-invecchiamento
  • abbelliscono la pelle
  • sono valide nelle diete ipocaloriche
  • aiutano a prevenire il cancro

Questo non è certo un elenco esaustivo di tutti i benefici di goji che si possono trovare sull’argomento. Queste bacche sono considerate un superfood cinese e sono state utilizzate nella medicina asiatica tradizionale per molti secoli!

Alcuni dei benefici di goji noti risalgono all’antica Cina, e alcuni sono stati scoperti più recentemente, tuttavia, non ancora è stato fatta un esauriente ricerca per convalidare queste affermazioni. Questo è un peccato, in quanto queste bacche stanno diventando sempre più popolari.

I benefici della bacca di goji derivano dal fatto che questo frutto è ricco di molte sostanze nutritive. Le bacche contengono 11 sali minerali essenziali e 22 minerali traccia, 6 vitamine essenziali, 18 aminoacidi, acidi grassi insaturi benefici, antiossidanti, e molti altri nutrienti che sono molto utili in molti modi.

Le bacche di Goji sono una scelta eccellente per coloro che stanno cercando in un’unica fonte benefici salutati. La bacca tibetana Goji è il migliore super-food antiossidante nel mondo. Questa bacca è un alimento eccellente di sostanze nutrienti in una categoria unica. Sulla base del suo profilo nutrizionale, questa bacca è paragonabile ad una centrale elettrica nutrizionale. Bene! Le bacche di Goji stanno avendo sempre più attenzione in tutto il paese!

Come Dimagrire Evitando 7 Errori Comuni

Perdere peso non è assolutamente semplice, ed è necessario procedere con calma, evitando diete drastiche che altro risultato non hanno che farci sentire male.

Se stai pensando di voler perdere quei chili di troppo, magari in vista della prova costume, ecco alcuni errori da evitare assolutamente.

Non fidarsi della TV

Sebbene gli show televisivi possano ispirare le persone a dimagrire, esse portano anche ad aspettative non realistiche circa il dimagrimento. Solo perché qualcuno in TV perde 10 chili in una settimana non significa che sia sicuro, sano, o realistico per voi fare la stessa cosa.

Come risolvere il problema: nel processo di dimagrimento mezzo chilo a settimana è una giusta quantità Alcuni studi hanno dimostrato che le persone che perdono tanto peso molto rapidamente hanno maggiori probabilità di guadagnarlo di nuovo.

E‘ importante essere pazienti e vedere ogni chilo perso come un enorme successo lungo il percorso.E ricordatevi che avete differenti modi per misurare i vostri progressi, o tenendo traccia del numero di centimetri persi o da come vi sentite i vostri vestiti addosso ad esempio. Pensate a tutti gli altri miglioramenti e benefici che state ottenendo dalla corsa, tra cui la riduzione dello stress, il miglioramento del sonno, l’aumento di energia, e la riduzione del rischio di molte malattie.

Privarsi di un cibo per cui si va matti

Potete supporre che essere a dieta o mangiare sano significa rinunciare a tutti i vostri cibi preferiti. Ma succede che se si fanno troppe rinunce questo porta di solito a mangiare troppo. Un giorno che crollate e allora davvero esagerate.

Come risolvere il problema: Se avete davvero forte attacchi di fame, è bene concedersi qualcosa. Provate ad evitare di esagerare mettendo solo una certa quantità di cibo di fronte a voi.

Mettete delle patatine in una piccola ciotola piuttosto che mangiale e tirarle fuori dalla busta, per esempio. Tutto ciò è particolarmente importante dopo una corsa o un allenamento duro, quando potreste sentire che un pasto a grande contenuto calorico sia giustificato.

In realtà, potreste finire per mangiare più calorie di quelle che avreste bruciato durante la corsa.

Consumare il cibo come una ricompensa

E’ molto comune per chi sta cercando di perdere peso consumare il cibo come ricompensa. Questo tipo di sistema potrà davvero far fallire i vostri sforzi di dimagrimento. Si può iniziare a utilizzare ogni piccolo pretesto per regalarsi un dolce ad alto contenuto calorico o di altra indulgenza quando si ha uno stimolo per loro.

Come risolvere il problema: piuttosto, quando raggiungete un traguardo nella corsa concedetevi ricompense non alimentari, come una pedicure, un massaggio.

Una volta raggiunto un traguardo specifico, scegliete una nuova pietra miliare e un altro trattamento non- alimentare per appagarvi.

Estrazione dentale semplice o complessa

Estrazione dentale semplice o complessa

Per estrazione semplice si intende quando il dente viene estratto con una specie di pinza dentale. Generalmente prima di tale trattamento vi è anestesia locale. Per estrazione complessa invece si intende quando un dente si è fratturato o frammentato e quindi deve essere estratto in varie parti in più fasi.

Un’altro esempio di estrazione complessa e quando un dente e talmente corroso o rotto da emergere solo con piccoli frammenti dalla gengiva e quindi non vi è la possibilità di agganciarlo con la pinza. In questo caso il dentista si regolerà come procedere. Anche nelle estrazioni complesse generalmente vi è anestesia locale.

Questo tipo di trattamento provoca un certo grado di dolore, sia in fase di trattamento sia qualche ora dopo. Comunque è un dolore gestibile con semplici antidolorifici. L’estrazione dentale si rende necessaria per diversi motivi o cause, per esempio quando un dente ormai e inesistente o infiammato, o quando causa troppo dolore perchè frantumato, ecc. ecc.

Estrarre dente del giudizio , ritenzione ed estrazione

I denti del giudizio sono gli ultimi denti a spuntare e sono quelli che maggiormente rimangono inclusi.  Le cause che portano questi denti a rimanere inclusi sono varie come mancanza di spazio, assenza di un attivo spuntare durante lo sviluppo delle radici, ecc.

Quando il soggetto è giovane bisogna evitare se possibile  l’estrazione dei denti del giudizio, diciamo però che bisogna tenere questi denti sotto controllo per fare questo si può determinare ( sempre relativamente ),  la mobilità e il modo in cui questi denti si evolvono, oltre i 20 anni se questi denti sono posizionati male possono essere estratti.

La ritenzione del dente del giudizio avviene quando il dente non riesce ad emergere o emerge poco, infatti la ritenzione parziale è quando una parte della corona emerge attraverso la gengiva, la ritenzione completa è quando il dente non erompe affatto. Quando ci sono questi problemi attraverso la chirurgia stomatologia eseguita in anestesia locale, questi denti vengono estratti per evitare conseguenze negative come dolore, infezioni, problemi ai denti adiacenti, ecc.

I denti del giudizio più soggetti a malposizioni, sono i denti del giudizio inferiori, ciò non toglie che anche quelli superiori possono dare problemi. Dopo l’estrazione si può formare edema, che scompare dopo qualche giorno; si può avvertire dolore che deve essere controllato, ( se necessario), attraverso antidolorifici, possono verificarsi anche gonfiore e leggero malessere, che fanno parte del normale processo di guarigione, alcune  volte dopo l’estrazione ci può essere febbre.

I denti del giudizio si chiamano  terzi molari,  generalmente maturano e spontano dai 18 ai 20 anni. Quando spuntano si avverte un leggero fastidio, alcune volte anche leggero dolore.

Cosa contengono le creme per il viso

Per mantenere la pelle del viso sana possiamo utilizzare le creme per il viso, di queste in commercio ce ne sono di tanti tipi e per tutti i tipi di pelle, quindi creme per pelli secche, pelli grasse, creme antirughe,
leviganti, ecc, ma quali sono gli ingredienti di base di queste creme? Tra i principali ingredienti troviamo la vitamina A chiamata anche Retinolo, questo serve a mantenere la pelle più elastica ed a stimolare la
produzione di collagene.

Troviamo anche altre vitamine come la C e la E, anche queste vitamine servono a mantenere la pelle più elastica. Altri ingredienti comuni sono gli AHA, questi generalmente derivano da principi attivi della frutta,
assenti pero’ in molte creme per pelli secche in quanto questi principi attivi sono molto aggressivi. Il nostro consiglio è quello di farvi consigliare da una persona esperta la crema adatta al vostro tipo di pelle ed alla
vostra età e quindi di utilizzare questa crema quotidianamente. Poi durante il periodo estivo evitate esposizioni troppo prolingate al sole ed applicate sempre una crema solare.

Bevete molta acqua e mangiate molta frutta e verdura, questo aiutera la vostra pelle a mantenersi giovane ed elastica. Evitate poi le lampade solari che possono danneggiare la pelle.

Creme viso e corpo fatte in casa fai da te

Ottimo è farsi le creme per il viso (ad esempio la crema alla bava di lumaca) e per il corpo a casa, infatti utilizzando ingredienti naturali reperibili in casa possiamo fare creme per il viso e per il corpo. Ecco alcune creme e prodotti naturali che possiamo fare da
soli a casa.

Crema per il viso fatta con 50 gr. di mandorle e un pò di miele, tritare le mandorle per bene e unirle al miele, lasciarle riposare per qualche giorno. Questa crema deve essere strofinata al viso e poi tolta
con abbondanti risciacqui.

Scrub per il corpo fai da te con ingredienti naturali, quindi unire un po’ di cacao e un po’ di sale fino e olio di oliva extra vergine, mescolare il tutto per bene, ecco fatto. Farsi le creme a
casa è un ottimo modo per avere prodotti sani e naturali ed è anche un ottimo modo per risparmiare.

Un ottimi modo che può aiutarvi a combattere la cellulite per esempio è preparare un composto a base di sale integrale nel quale insieme a 10 gocce di olio essenziale di cipresso, farlo riposare.
Dopodiche farsi un bel bagno caldo mettendoci il composto. Altro rimedio fatto in casa contro la cellulite è unire olio di mandorle, olio di pompelmo, olio essenziale di lavanda, unire e mescolare per bene il tutto,
massaggiarsi con questo olio due volte al giorno la parte interessata.

Toxoplasmosi: di che si tratta?

La toxoplasmosi è un’infezione, il cui principale imputato è il parassita Toxoplasma gondii. A cose normali, i sintomi sono quasi inesistenti e, anzi, molte persone non sapranno mai di averla contratta.

Nelle persone con un sistema immunitario sano la toxoplasmosi è normalmente di lieve entità, mentre durante la toxoplasmosi durante la  gravidanza può provocare danni al nascituro.

Come abbiamo detto, il colpevole è il parassita Toxoplasma gondii e i luoghi in cui possiamo trovarlo sono la carne, gli escrementi di gatto, dove i gatti fanno i bisogni e nel latte di capra non pastorizzato. il parassita può infettare uccelli e degli animali a sangue caldo, compreso l’uomo, ma i gatti sono gli unici animali che possono avere le feci infette. Ad esempio, dopo un pasto a base di animali infetti, un gatto può diffondere l’infezione tramite escrementi per circa2 settimane.

Sia comunque chiaro che la toxoplasmosi non si prende accarezzando un gatto o avendolo come animale domestico, ma solo entrando in contatto con i suoi escrementi infetti.

La toxoplasmosi in gravidanza: effetti

Essendo spesso asintomatica, solitamente non ci si rende conto di aver contratto l’infezione. Una persona che ha già contratto la malattia, solitamente è protetta per tutta la vita, a meno di problemi al sistema immunitario.

Se presa durante la gravidanza o entro un paio di settimane prima di rimanere incinta La toxoplasmosi può rappresentare un rischio.

Se il feto contrae l’infezione, si dice soffra di “toxoplasmosi congenita”: il danno provocato dipende da quando l’infezione è avvenuta e, se l’infezione avviene durante la gravidanza, non significa che il bambino sarà infettato.

In media, solo il 40% dei casi di infezione si propaga al bambino. Se contratta durante la gravidanza, la toxoplasmosi può causare aborto spontaneo, la nascita del bambino già morto o danni cerebrali e ad altri organi, soprattutto agli occhi.

Quasi tutti i neonati colpiti da toxoplasmosi non presentano danni evidenti alla nascita ma ii sintomi si svilupperanno negli anni seguenti o in età adulta.

Come si prende la toxoplasmosi?

La toxoplasmosi si prende ingerendo qualcosa di infetto o contaminato dal parassita.

Ad esempio:

  • Carne cruda o poco cotta e salumi come prosciutto crudo o salame
  • Frutta e verdura non lavate
  • Escrementi di gatto o terreno contaminato
  • Latte di capra non pastorizzato e prodotti caseari derivati.

L’infezione si può anche trasmettere:

  • Attraverso la placenta se la madre si infetta
  • Attraverso materiale infetto entrato in contatto con fluidi corporei.
  • Attraverso trapianti di organi o trasfusioni di sangue da esseri umani infetti
  • Attraverso l’inalazione di uova dei parassiti (possibile ma estremamente improbabile).

Da persona a persona non è possibile la trasmissione, tranne da madre a nascituro.

Come evitare la toxoplasmosi

  • Evitare la carne cruda o poco cotta.
  • Lavare accuratamente mani, taglieri e utensili da cucina dopo aver preparato la carne.
  • Lavare accuratamente frutta e verdura prima di cucinare per rimuovere le tracce di sporco.
  • Evitare il latte di capra non pastorizzato e i prodotti caseari da esso derivati.
  • Indossare i guanti durante le operazioni di giardinaggio e lavare mani e guanti una volta terminato.
  • Rimuovere le feci del gatto dalla lettiera ogni giorno, indossando sempre guanti di gomma (o chiedere a qualcun altro farlo). Lavare regolarmente e con acqua bollente il contenitore della lettiera.

Cosa fare se si pensa di avere contratto l’infezione?

Nel caso ci sia il sospetto di aver contratto la toxoplasmosi, si può richiedere un esame del sangue tramite il proprio medico.

Gli esami del sangue possono essere effettuati in qualsiasi momento della gravidanza. Le analisi di solito mostrano solo la presenza di una possibile infezione, da 2 a 3 settimane dopo un possibile contagio, il tempo necessario perché anticorpi rilevino la minaccia

L’analisi comporta il prelievo di una piccola quantità di sangue dalla madre, senza alcun rischio per il feto. Il sangue serve per mostrare se gli anticorpi specifici per la toxoplasmosi sono presenti o meno e, se lo sono, per scoprire quando è avvenuta l’infezione.

Se i risultati indicano che l’infezione è recente o è in corso, c’è il rischio che il feto venga infettato. Possono essere necessarie diverse settimane perché la infezione passi al bambino, il grado di rischio e la gravità del danno dipendono da quando questa è avvenuta.

Un’infezione presa entro un paio di settimane prima del concepimento equivale a una percentuale di rischio di trasmissione al bambino molto bassa (circa 1%), ma non è da escludere un aborto spontaneo se il bambino si infetta.

Se la madre contrare l’infezione nelle prime 12 settimane, questa porta a circa 10-15% il rischio di trasmissione al bambino. Se il bambino viene infettato in questa fase, c’è il rischio di abortito o di nascita con gravi sintomi quali idrocefalia, calcificazioni cerebrali o retinocoroidite (infiammazione della retina).

Nel periodo che va dalla settimana 13 alla 28, l’infezione contratta può ricadere sul bambino il 25% delle volte. Le probabilità di aborto sono minori, ma è ancora presente il rischio di sintomi gravi come quelli appena citati.

Infine, se l’infezione viene contratta nelle ultime settimane di gravidanza il rischio di trasmissione al bambino è nell’ordine del 70-80% ma in caso di problemi questi è più probabile che non siano gravi. I problemi eventuali infatti non si manifesteranno alla nascita, ma più avanti nell’età, e spesso natura oculare.

Per scoprire se il bambino è stato infettato da un virus

Per scoprire se il bambino è stato o no infettato è possibile sottoporsi a ulteriori test, anche se non evidenzieranno la gravità del danno.

Il primo è tramite l’amniocentesi, una tecnica in cui il liquido amniotico è rimosso dal sacco amniotico mediante un sottile ago.

Un altro è la cordocentesi, ovvero una tecnica in cui viene prelevato un campione del sangue del bambino dal cordone ombelicale.

Le probabilità di aborto spontaneo in seguito a queste procedure sono dello 0,5-1% delle pazienti, e si eseguono solitamente dopo 15 settimane di gravidanza. Il liquido amniotico o il sangue del cordone ombelicale verranno poi analizzati utilizzando una gamma di test specializzati.

In caso di risultato positivo, il bambino sarà considerato infetto. Per rilevare danni importanti, come l’idrocefalia, è possibile effettuare un’ecografia ma una scansione che non evidenzi alcun danno, nonostante possa sembrare rassicurante, non implica che il bambino non sia stato infettato.

Trattare la toxoplasmosi in gravidanza

Se i test danno esito positivo, il medico può prescrivere un antibiotico, la spiramicina, che riduce il rischio del passaggio dell’infezione dalla madre. Attenzione, la spiramicina riduce solo il rischio di, non è efficace contro il parassita. quindi Non limita eventuali danni se un bambino è già infettato.

Una combinazione di pirimetamina e sulfadiazina può essere somministrata se il bambino risulta infetto. Sono entrambi forti antibiotici per cercare di limitare eventuali danni al bambino, anche se niente possono contro eventuali danni già presenti.

Un’altra ecografia Dopo 20 settimane può evidenziare eventuali evidenti problemi fisici nel bambino. Nel caso di presenza di gravi malformazion, è possibile intraprendere la via dell’interruzione di gravidanza.

Il trattamento dopo che il bambino è nato

Campione di sangue

Subito dopo la nascita si deve prelevare un campione di sangue dal bambino e dalla madre, per confrontare i loro livelli di anticorpi specifici.

Attraverso diversi test verranno cercati nel sangue del bambino gli anticorpi efficaci contro la toxoplasmosi. Al bambino vengono passati alcuni degli anticorpi materni quindi un risultato positivo è previsto ma questo non deve essere fonte di preoccupazione. Se invece sono presenti altri anticorpi, questo può significare che il bambino è infetto.

Altri controlli/esami

I neonati che sono a rischio di toxoplasmosi congenita devono essere controllati per verificare la presenza di eventuali danni neurologici. In primo luogo, verranno esaminati gli occhi per verificare la presenza di eventuali problemi.

Ovviamente anche la salute generale del bimbo sarà verificata. Se c’è anche una sola possibilità che il bambino abbia subito un danno cerebrale, può rendersi necessario eseguire radiografie speciali per verificare la presenza di calcificazioni, ventricoli ingranditi o altre anomalie.

Il trattamento per i bambini che sono stati infettati con toxoplasmosi

Se le analisi hanno dato esito positivo, è possibile vengano prescritti antibiotici, anche se il bambino non mostra sintomi. La durata del trattamento può essere anche di un anno, per prevenire o ridurre i danni agli occhi che possono svilupparsi in seguito.

Ulteriori prove/esami

Altri esami consistono in prelievi regolari di sangue, fino al compimento del primo anno di età del bambino, per determinare il livello degli anticorpi. A quell’età, il livello dovrebbe essere completamente negativo, ovvero il bambino dovrebbe aver perso gli anticorpi passati dalla madre, quindi non essere infetto. Quando il campione di sangue del bambino è completamente negativo agli anticorpi, significa che non è stato infettato congenitamente. Un livello anticorpale in calo è un buon segno, ma non è conclusivo e i test possano continuare fino a quando il livello risulti completamente negativo.

Allattamento al seno

L’allattamento al seno è sicuro se si ha la toxoplasmosi, la malattia non può essere trasmessa in questo modo. Tramite l’allattamento inoltre, vengono trasmessi altri anticorpi al neonato, rendendo più forte il suo sistema immunitario. È quindi vivamente consigliato l’allattamento al seno, a meno che non sia in corso un trattamento con pirimetamina. In questo caso, il farmaco deve essere cambiato prima dell’inizio dell’allattamento.

Come misurare la pressione a casa

Secondo le stime del SIIA (Società Italiana Ipertensione Arteriosa) sono oggi circa 15 milioni gli italiani che soffrono di pressione alta. Una condizione che rappresenta un fattore di rischio per l’insorgere di possibili malattie cardiovascolari e problemi cardiaci. Un dato preoccupante aggravato dal fatto che oltre la metà non è consapevole di soffrire di ipertensione. Ma come è possibile che un numero così elevato di italiani soffra di questa condizione in modo cronico? Questo è dovuto a una serie di fattori tra cui l’alimentazione sbagliata, stress e ansia, obesità solo per citarne alcuni. Le stesse linee guida europee oggi raccomandano uno stile di vita corretto come prima risposta all’ipertensione, ancora prima dei farmaci. Anzi proprio il rapporto tra stile di vita e pressione è quello su cui prestare la maggiore attenzione per far rientrare i valori entro la normalità. Per quanto detto è evidente come sia importante tenere sotto controllo la pressione a casa, un’attività che oggi è possibile fare in completa autonomia senza la necessità di recarsi in farmacia o dal medico. Vediamo quali sono i principali consigli per misurare la pressione a casa in modo corretto.

I moderni Sfigmomanometri digitali

Fino a qualche anno fa la rilevazione pressoria era, appunto, prerogativa del medico o del farmacista. Questo per lo strumento utilizzato per tale misurazione ossia lo sfigmomanometro aneroide od a mercurio. Oggi sul mercato sono disponibili i moderni misuratori digitali che consentono di svolgere questa operazione premendo un solo pulsante. Sono, quindi, ottimi anche per persone anziane o non particolarmente a proprio agio con dispositivi elettronici. Del resto i modelli di fascia media sono completamente automatici, con display sui quali le informazioni sono mostrate in modo chiaro. Le migliori marche? Omron, Beurer, Medisana, Pic Solution. Ed acquistando online si possono ottenere sconti davvero importanti.

Quali consigli per misurare la pressione a casa

Abbiamo capito, quindi, che con i moderni misuratori la rilevazione pressoria è attiva semplice. Ma quali sono i consigli più importanti per misurare la pressione a casa? Scopriamoli insieme.

  • Se misurata al mattino attendete di essere svegli da almeno 30 minuti. Rilevare la pressione dopo pochi minuti dalla sveglia potrebbe dare valori non corretti, visto che il corpo ha necessità di rimettersi in movimento. Oltre a questo ricordate di misurare la pressione prima di colazione. La digestione, infatti, potrebbe alterare anch’essa i valori pressori;
  • Se misurata di sera attendete di essere rientrati da lavoro da almeno 1 ora. Questo per diversi motivi. Nella stagione invernale la pressione potrebbe risentire di sblazi termici tra il freddo esterno e il calore domestico. Ma non soltanto. E’ necessario attendere anche per far rilassare il fisico dallo stress e dalla fatica quotidiani. Proprio ansia e stress hanno sempre un grandissimo impatto sui valori della pressione;
  • Evitare attività fisica per almeno 1 ora dalla rilevazione. Il corpo dopo l’attività fisica è stimolato, così come tutto l’apparato cardiovascolare. Per questo motivo i valori potrebbero non essere corretti;
  • Non misurare la pressione tutti i giorni, a meno che non sia consigliato dal medico;
  • Tenere un diario pressorio. E’ forse l’elemento più importante perchè consente di tenere costantemente informato il medico di fiducia sull’andamento nel lungo periodo della pressione. Potrete scegliere carta e penna oppure sfruttare la memoria interna dei moderni misuratori;
  • Media delle ultime rilevazioni. Non limitatevi a una sola misurazione, fatene almeno due. Se i risultati sono decisamente diversi fate una terza rilevazione per poi segnare nel diario pressorio la media delle rilevazioni;
  • Non assumere caffeina o fumare prima della rilevazione;
  • Alcuni cibi e sostanze possono influire sui valori pressori. Tra questi cioccolato, aglio e liquirizia per citare alcuni dei più conosciuti;
  • Rimanete seduti immobili e non parlate durante la rilevazione.

Sono tutti consigli semplici ma che aiutano a rilevare la pressione in modo corretto ed accurato. Il contatto con il medico, e la condivisione dei valori, è comunque elemento fondamentale per l’analisi della situazione del paziente nel lungo periodo.

Salute e benessere ogni giorno

Le recenti definizioni di salute coinvolgono in maniera principale tutte le fasi gestione della vita quotidiana e definiscono anche un equilibrio tra le sfide quotidiane e le risorse psico fisiche disponibili di ciascun individuo.

Trovare il proprio equilibrio

Quindi la salute e il benessere quotidiani dipendono da una situazione di equilibrio tra psiche e corpo.

Ognuno può essere in grado di trovare da sè questo equilibrio, e quindi raggiungere la salute e il proprio benessere rafforzando le proprie capacità in questo percorso, e questo seguendo uno stile di vita sano, una dieta corretta e del giusto movimento ogni giorno, e avendo anche delle equilibrate relazioni con gli altri.

Promozione della salute

Nel mondo moderno vi è in maniera sempre maggiore la ricerca di una promozione della salute e dello stare bene, sia a livello di stato d’animo e mentale sia nella migliore qualità della vita.

Quindi si punta alla prevenzione delle malattie, alla educazione a salute e benessere e alla promozione di stili di vita sani semplicemente imparando a vivere in maniera meno stressante, staccando la spina quel che basta per ritrovare un attimo di calma nella propria giornata, e influenzare così in modo positivo anche le relazioni coi propri cari e i propri amici.

Inoltre nella vita attuale, dove tutti hanno bisogno di mettere un freno ai ritmi a volte troppo frenetici delle proprie giornate, si cerca anche il relax attraverso dei trattamenti benessere come la sauna, le terme, il bagno turco, sessioni di massaggi o corsi sportivi a tutti i livelli.

Trattamenti di benessere

A tal proposito si possono citare i benefici della sauna, che ha avuto origine in Finlandia dove oggi è ancora una pratica comune anche nelle abitazioni private.
Questa si svolge all’interno di un box di legno dove una stufetta porta la temperatura tra 80 e 100 gradi.

Si deve entrare dopo avere fatto una doccia tiepida, il corpo alle alte temperature elimina le tossine attraverso il sudore e questo favorisce anche benefici al sistema circolatorio.

Il calore inoltre consente una pulizia profonda della pelle attraverso la sudorazione, oltre ad avere effetto tonificante e rilassante e capace di diminuire ansia e stress, e il calore ha anche effetti benefici sulla muscolatura, e eliminando i liquidi in eccesso riduce anche la cellulite.

Ugualmente andare alle terme, immergersi in una vasca di acqua dagli effetti salutari, da senza ombra di dubbio benefici prolungati al corpo e alla psiche.

Vi sono numerose località termali in tutta Europa, peraltro molte anche già note al tempo dei romani, che erano assidui frequentatori delle terme, perché ne avevano bene a conoscenza gli effetti positivi sulla salute.

Benefici dello sport sulla salute

E’ scientificamente dimostrato infatti che praticare ad esempio dell’attività fisica, non verso l’avversario o diretta alla vittoria, ma solamente verso se stessi, avendo quindi come fine il proprio benessere, ha un effetto antidepressivo sulla nostra psiche, cura le malattie psicosomatiche, rafforza l’autostima, rilassa ed elimina lo stress.

Fisicamente lo sport infatti apporta molti benefici, come una protezione cardiovascolare, il mantenere un peso ideale, rinforzare le articolazioni, controllo a livello ormonale, ritardare  l’invecchiamento e come già detto, influisce positivamente anche a livello psicologico.

Tutti i vantaggi offerti da un’attività sportiva però si ottengono se tale attività viene praticata con costanza.

Migliorare i propri rapporti sociali

Anche le scienze sociali cercano di cogliere le condizioni di vita che contribuiscono alla felicità nel senso di soddisfazione generale della vita e di una qualità della vita percepita come buona per ognuno di noi.

Dal punto di vista delle relazioni, partecipare alla vita sociale senza barriere di alcun tipo e fare si che questo possa essere realizzabile il più possibile per tutti, contribuisce a migliorare la salute e il benessere di ciascuno.

I trattamenti naturali più utilizzati oggi

Oggi molta gente preferisce curarsi in maniera naturale rispetto a qualche anno fa, e non solo per seguire una moda new age o una filosofia particolare di vita, ma perchè è sempre maggiormente radicata in tante persone la consapevolezza che dalla natura si possono ricavare moltissimi benefici, si può utilizzare l’energia interna al nostro corpo per contribuire all’autoguarigione, e quindi utilizzare trattamenti naturali senza avere gli effetti collaterali che si possono avere utilizzando farmaci chimici.

Tra questi si annovera la fitoterapia, l’omeopatia, la naturopatia, i fiori di Bach solo per citarne alcuni.

La fitoterapia

Le sinergie naturali dei principi attivi unite nei prodotti fitoterapici ad esempio sono note sin dall’albore dei tempi, e ancora oggi validissime, per curare qualsiasi tipo di disturbo, malanno o malattia.

Gli estratti secchi di piante e fiori vengono utilizzati per realizzare medicamenti, anche in pastiglie od opercoli, che si prendono come le normali medicine, varie volte al giorno come da posologia, e danno risultati garantiti.

Ovviamente anche gli estratti da piante e vegetali possono avere degli effetti collaterali, si deve andare cauti ne loro uso, perché sono sempre dei medicamenti, e quindi vanno presi secondo le indicazioni del medico curante.

L’omeopatia

Altri trattamenti naturali molto usati da tante persone sono quelli omeopatici.

L’omeopatia è una medicina alternativa che si basa su principi formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann nella prima metà del secolo  XIX.

Il concetto su cui si basa è il “principio di similitudine del farmaco”  secondo cui il rimedio appropriato per una malattia sarebbe dato dalla sostanza che la provoca.

Tale sostanza è il “principio omeopatico”, e va somministrato al malato in quantità molto diluita. Anche se non sono metodi scientificamente accertati e approvati dalla medicina tradizionale, i trattamenti omeopatici sono utilizzati con successo da molte persone oggi nel mondo.

La naturopatia

La naturopatia non è una sola pratica ma un insieme di pratiche di medicina alternativa, i cui principi sono raccolti da terapie diverse, formulati alla fine del sec.XIX negli Stati Uniti e poi diffusisi nel resto del mondo.

L’ obiettivo della naturopatia è la stimolazione della innata capacità di autoguarigione del corpo umano, detta omeostasi, con un ritorno al proprio equilibrio attraverso  tecniche e rimedi di diversa natura, o seguendo stili di vita sani e vivendo in armonia con i ritmi naturali.

Quindi il naturopata non si sostituisce al medico di medicina tradizionale utilizzata oggi in occidente, ma vuole essere un aiuto complementare per dare una mano al paziente nel ritrovare l’energia mentale e fisica nell’affrontare la lotta alla malattia, ricorrendo ai trattamenti naturali, quando questo è possibile.

Le pratiche di questa terapia sono varie, include massaggi, riflessologia plantare, floriterapia, idroterapia, cromopuntura, cromoterapia, climatoterapia, aromaterapia e tante altre ancora.

Fiori di Bach

I fiori di Bach sono 39 rimedi ottenuti dai fiori, scoperti da Edward Bach, medico e omeopata britannico vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Egli fu studioso, erborista, attento osservatore della natura, e aveva indicato per ogni stato d’animo un rimedio floreale più adatto, basandosi sul fatto che la salute del corpo e dell’animo non sono separati, quindi si devono curare entrambi.

Sono preparati derivanti dall’infusione di specifici fiori, in acqua e alcol.

I fiori di Bach sono 38, tra cui 12 detti guaritori e 26 detti aiutanti. A questi si aggiunge il rimedio 39 detto anche Rescue Remedy, da usare per stabilizzare casi di emergenza psico-emotiva. I 12 guaritori si abbinano alle emozioni negative di altrettante personalità. Ogni tipo di fiore di Bach è indicato per personalità diverse, perché lavora e produce i suoi effetti in modo diverso.

Cose essenziali da vedere a Budapest in due giorni

Budapest è sicuramente una delle città più belle d’Europa. Con la sua architettura medievale, i prezzi bassi e molte opportunità di intrattenimento, 2 giorni a Budapest possono diventare la migliore esperienza della tua vita.La città è in realtà composta da 3 città unificate, con Buda e Óbuda sulla riva occidentale del Danubio e Pest sulla sponda orientale.
Per trascorrere il tuo tempo nella capitale ungherese nel modo più efficace, per goderere pienamente delle sue bellezze e per non perderti nulla, ho creato questo itinerario di 2 giorni a Budapest con i migliori posti da visitare.

La capitale ungherese si raggiunge dall’ Italia con parecchie compagnie aeree low cost, citiamo Ryan Air e Wizz Air, ed è ben collegata con parecchi aeroporti italiani, non dovrebbe essere difficile trovare un’offerta che fa per voi.

Budapest è la capitale dell’Ungheria, un piccolo paese al centro dell’Europa. La sua posizione è ideale per i viaggiatori, poiché si trova a soli 200 km da Bratislava (Slovacchia), 250 km da Vienna (Austria), 350 km da Zagabria (Croazia), 500 km da Praga e meno di 200 km da molte altre città e luoghi da visitare in Ungheria. Quindi potrebbe anche essere il luogo di partenza per una vacanza un po’ più ampia che vi porta a visitare più città.

La popolazione di Budapest è di quasi 2 milioni. La storia della città è iniziata con un piccolo insediamento romano di Aquincum fondata circa 2000 anni fa , mentre gli ungheresi arrivarono nel suo territorio solo dal 9 ° secolo. Le città sul territorio di Budapest di oggi cambiarono più volte,  ma la città come la conosciamo oggi apparve nel 1873, quando le tre città vicine chiamate Buda, Pest e Obuda si unirono in una.

Quelle città erano separate dal fiume Danubio, che ora è il luogo centrale di Budapest, la vista che lo rende così pittoresco (insieme alle colline).

Passiamo ora alle principali attrazioni e alle cose da fare a Budapest.

Parlamento: Il Palazzo del Parlamento ungherese, progettato e costruito in stile neogotico, è uno dei più grandi edifici in Ungheria e ospita centinaia di uffici parlamentari. Anche se l’imponente edificio sembra fantastico da ogni angolazione, per vedere l’intero edificio nella sua piena gloria, vale la pena vederlo dall’altra parte del Danubio.I tour di alcune aree dell’edificio sono disponibili tutti i giorni e vengono eseguiti in diverse lingue.

Il Bastione dei Pescatori è uno dei principali punti di riferimento di Budapest. Consiste di molte parti, torri e terrazze. Molti di questi sono gratuiti, altri si pagano.

Il bagno termale, Gellert, è un posto molto famoso da visitare a Budapest, ci sono anche locali notturni nelle vicinanze, quindi potete prima godere dei bagni termali e poi divertirvi in pub e discoteche.

House of Terror: è un museo presente da tempi in cui l’Ungheria era sotto stretto controllo autoritario da parte dei sovietici e dei tedeschi. Racconta la storia del passato della nazione in maniera incredibile.

Miniversum: è un mini mondo di modelli di diversi edifici e luoghi in Ungheria, Austria e Germania.

Aquincum è un museo di storia e archeologia della città romana che un tempo sorgeva nel luogo di oggi a Budapest.

La guida ai quartieri di tendenza di Roma

Roma è un comune molto vasto, si estende dal mare e arriva a sfiorare i castelli romani. Nel territorio ci vivono circa 3 milioni di persone , un’area così enorme presenta diverse problematiche . I quartieri sono tanti, ci sono zone belle e brutte e quartieri che si stanno proponendo come trend per la vita notturna e per vivere bene. Oggi andremo alla scoperta di quelli più di tendenza, dei quartieri dove dormire a Roma, alternative che possono essere considerate valide per passare un weekend o una vacanza rispetto alle più blasonate zone centrali.

Partiamo dal Pigneto. A ridosso della vecchia stazione Casilina questo quartiere è esploso negli ultimi vent’anni grazie alla sua vita notturna. Ci sono molti bar, locali, ristoranti di tendenza, si sperimenta molto. Amato dai giovani alternativi che non desiderano spendere una follia per passare le serate è anche architettonicamente interessante. Molte villette degli anni 20 e 30 in stile liberty si alternano a palazzoni di nuova generazione, ma sempre con spazi adeguati. La nuova fermata della metropolitana ha fatto salire le sue quotazioni.

Garbatella: uno dei rioni storici di Roma è considerato una città giardino. Anche questa zona è stata costruita nel ventennio fascista grazie ad un’edilizia popolare di grandissimo rispetto. Villette, palazzine a due piani. In quegli anni migliori architetti dell’epoca facevano a gara proporre la migliore proposta. Ne è nato un quartiere fuori dalla norma, silenzioso, tranquillo dove immergersi a due passi dal caos più centrale. Ben collegata anche in questo caso per via della presenza della linea B, della fermata della metropolitana. In questa zona sono presenti addirittura degli orti, piccoli campetti coltivati da chi ci vive, si respira ancora quell’aria popolare che si è un po’ persa.

Ostiense: si trova a ridosso della Garbatella deve il suo successo alla presenza della terza Università di Roma. Tantissimi giovani affollano le sue strade, per questo motivo sono nati locali bar ristoranti a loro dedicati che hanno trainato l’economia del quartiere. Piuttosto vicino al centro alla fermata Piramide a pochi passi. Si trova a ridosso di un altro quartiere molto ben apprezzato per la vita notturna, ovvero Testaccio.

Quadraro: una volta considerato un quartiere di borgata oggi si sta rivalutando. Villette basse, palazzine a pochi piani anche in questo caso ci sono molti locali di tendenza che stanno nascendo. Si trova sulla Tuscolana vicino alla fermata della metro ed è un pochino più decentrato rispetto agli altri. Per chi cerca qualcosa di più tranquillo, e non vuole problematiche di parcheggio questo è un quartiere da prendere in considerazione.

Ostia: nonostante le sua fama che negli ultimi tempi ha fatto abbassare le sue quotazioni è un quartiere molto tranquillo dove si può godere del mare. Una pineta incredibilmente bella lo rendono uno dei quartieri più verdi di Roma. A pochi passi dall’aeroporto di Fiumicino è ben collegato con Roma grazie alla presenza della metropolitana leggera. D’estate, durante i weekend è affollato ma i 15 km di spiaggia garantiscono spazi liberi per tutti. A Capocotta c’è una riserva naturistica con dune veramente belle ed accessibile a tutti.

Idee per una cucina più funzionale

Volete una cucina funzionale, ma dovete fare i conti con spazi molto limitati e magari importanti limiti al vostro budget? Nessun problema, creare un ambiente di lavoro funzionale, nel quale preparare gustosi manicaretti è comunque possibile, basta adattarsi un po’ e sfruttare al meglio la propria fantasia.

Per prima cosa, in particolare se avete spazi ristretti, dovrete puntare molto sull’organizzazione degli stessi. Cercate di tenere a portata di mano solo gli utensili strettamente necessari. Bastano poche pentole e strumenti per cucinare la gran parte dei piatti della nostra tradizione. Spostate invece piatti e bicchieri in sala da pranzo, magari in una vetrinetta dedicata.

Organizzate gli spazi, in modo da avere un piano d’appoggio comodo e possibilmente vicino sia al lavello che ai fuochi. Dotatevi di un rubinetto lavello cucina di Idrocic, un’ottima soluzione per una cucina moderna e funzionale, che vi permette anche di risparmiare acqua ed energia.

Evitate doppioni e optate piuttosto per utensili multiuso e multifunzione. Ormai basta un buon robot da cucina per fare praticamente tutto: frullare, impastare, sminuzzare, mescolare, ecc.

Sfruttate gli spazi in verticale e sempre in modo creativo. Scaffali, armadietti, ganci e gancetti vari, per canovacci e presine, ci possono essere mille modi per ricavare nuovi spazi e per organizzarli al meglio, sfruttate la vostra fantasia, la vostra esperienza e un po’ di ingegno, troverete senza dubbio la soluzione più adatta a voi, un solo suggerimento, prendete sempre con la massima cura le misure, prima di fare acquisti o di iniziare a fare progetti che poi si scontreranno contro la dura realtà di un centimetro in meno, rispetto al previsto.

Infine, ricordate che una cucina funzionale è in primis una cucina sempre pulita e ordinata. Non è facile, in poco spazio, mantenere un ambiente pulito e sempre in ordine, ma con un po’ di impegno non è certo impossibile. Fate un piccolo sforzo in questo senso e vedrete che verrà ampiamente ripagato. Per il resto non vi basta che adattarvi alla vostra cucina, per quanto scomoda possa essere, con piccoli accorgimenti e un po’ di pratica potrà comunque sfornare autentiche prelibatezze.

Come rimettersi in forma dopo la gravidanza

Con la gravidanza sono numerosi i cambiamenti con i quali, una donna deve confrontarsi. Dopo il parto guardarsi allo specchio fa uno strano effetto perché forme e curve generose sono evidenti e i cari e vecchi jeans giacciono nell’armadio in attesa di essere indossati nuovamente.

Nelle settimane dopo il parto, mediamente si perdono in modo naturale 7 kg. I restanti, sono depositati nell’organismo e generalmente si perdono nei successivi 6 mesi… ma non sempre questo accade.

A condizionare in modo importate la perdita di peso e la remise en forme, influiscono condizioni ambientali, alimentazione e attività fisica.

Prendersi cura di un bambino e di una casa richiede all’organismo molte energie. Una dieta ipocalorica per dimagrire velocemente, anche se è una fortissima tentazione, non è mai consigliata. Nutrizionisti e ginecologi esortano la mamma a seguire un regime alimentare sano, energetico e bilanciato. La produzione di latte infatti è condizionata dall’alimentazione.

Esistono delle regole d’oro per restare in forze e rimettersi in forma, vediamole insieme.

La giornata di una super mamma deve iniziare con una colazione completa; sulla tavola non devono mancare frutta fresca di stagione, fette biscottate integrali con marmellata, frutta secca. Un bicchiere di acqua tiepida con il limone possiede proprietà purificanti per il benessere di tutto l’organismo. Cereali e frumento integrale stimolano l’intestino apportando un buon valore nutrizionale energetico.

L’ingrediente da cui bisogna tenersi distanti è lo zucchero per mantenere un buon equilibrio glicemico; molto più salutari e produttivi gli zuccheri presenti nella frutta, una buona pera rende molto di più di una brioches al bar!

Un’alimentazione completa prevede l’apporto di carboidrati e proteine, entrambe indispensabili. A pranzo, un piatto di pasta integrale con il pomodoro va benissimo, abbondare poi con le verdure cotte è sempre salutare. Alla sera proteine a piacere: carne bianca, pesce, uova, indispensabili per sostenere il tono muscolare e preservare l’elasticità dei tessuti. In questa fase, per rimodellare il corpo e contrastare le smagliature sono molto importanti!

Fondamentali sono calcio e magnesio sia per la mamma che per il bebè. Si possono trovare nei formaggi, semi di sesamo, uova e cioccolato fondente. L’acqua che si sceglie deve essere ricca di sali minerali. Non si possono poi tralasciare gli acidi grassi essenziali o grassi buoni, noti come Omega 3 e Omega 6, si possono trovare in tanti tipi di pesce, mandorle nocciole, pinoli, semi di girasole e zucca.

L’attività fisica è importante per tanti aspetti. Riprendere gradualmente a muoversi è una forma di riattivazione che coinvolge il sistema sanguigno, i muscoli, il metabolismo, la psiche. Il primo allenamento salutare la mamma lo può compiere portando a spasso il bambino nella carrozzina. Una camminata di 30 minuti due volte al giorno riequilibra anche il sistema osteo-articolare. Se oltre alla camminata, la mamma riesce a ritagliarsi un po’ di tempo per frequentare una palestra, attività come nuoto ed esercizi specifici, la aiuteranno a recuperare molto prima la forma fisica e costituiranno una valvola di sfogo per uscire da casa in autonomia e distrarsi un po’.

I 5 metodi per ritrovare il proprio benessere

Nell’articolo parleremo di diete dimagranti, allenamento ad alta intensità, farmaci dimagranti, tossine da cui proteggersi e anche di un metodo giapponese degno di nota.

Allenamento: l’H.I.I.T.
Una metodologia di allenamento che sta avendo molto successo è quella dell’H.I.I.T, acronimo di High Intensity Interval Training. Il motivo del successo di questo tipo di allenamento è nella breve durata degli allenamenti: una sessione può durare dai 4 ai 20 minuti, consentendo anche a chi ha poco tempo libero da dedicare a sé stesso un metodo quotidiano per ritrovare il proprio benessere. Il metodo dell’H.I.I.T. consiste in una serie di esercizi di breve durata ad alta intensità alternati a periodi brevi di recupero attivo. Una sessione di allenamento consiste in un primo momento di riscaldamento, cui segue una serie di 6-10 ripetizioni di esercizi ad altra intensità intervallati da brevi esercizi di recupero, per concludere con un periodo di defaticamento della stessa durata di quello di riscaldamento.

Una dieta d’urto
La dieta Dukan è una dieta a forte impatto, caratterizzata dall’ampio consumo di alimenti proteici e dalla esclusione dei carboidrati. La dieta è suddivisa in 4 fasi. Nella prima, i pasti devono essere composti in grande parte da alimenti proteici, in modo da consentire all’organismo di conservare la massa magra (i muscoli) e utilizzare come riserva energetica quella grassa. Nella seconda fase si aggiungono alla dieta le verdure, mentre l’apporto di carboidrati rimane ai minimi. Nella terza fase si introducono farinacei, pane integrale e frutta, in modo da iniziare a costruire delle buone abitudini alimentari. L’ultima fase è definita “fase di stabilizzazione”: il rigido regime alimentare mantenuto nelle prime tre fasi della dieta cessa, per venire sostituito da uno più equilibrato, lasciato alla libera scelta di chi ha praticato la dieta finora e consapevole di non voler perdere i benefici maturati durante il percorso.

Proteggersi dalle tossine
Spesso non si è al corrente degli effetti che determinati alimenti hanno sul proprio metabolismo: si può, in questo caso, prevenire almeno uno degli ostacoli più grandi alla perdita di peso: la produzione di tossine. Una buona abitudine su tutte, in questo senso, è quella di consumare almeno 2 litri di acqua al giorno. In più, per drenare ulteriormente le scorie che rallentano il processi di dimagrimento, si può assumere ogni giorno un centrifugato disintossicante preparato in casa: 3 pomodorini, un cetriolo, mezzo limone e del prezzemolo.

Il “metodo” giapponese
C’è un precetto tra le abitudini alimentari giapponesi che recita “mangia finché non sei pieno all’80%”. Su una dieta standard di 2000 calorie, questo metodo consente di assumere 400 calorie in meno. Se l’obiettivo è perdere peso ma a tavola si è dei voraci divoratori di cibo, il consiglio è quello di mangiare fino a sentirsi sazi per metà, aspettare mezz’ora e poi prendere un dolce oppure un frutto. Questo perchè i segnali del senso di sazietà emessi dal cervello impiegano 30 minuti per arrivare al corpo, e questo è un buon metodo per “ingannarli”.

Farmaci dimagranti
L’unico farmaco che prenderemo in considerazione è l’unico autorizzato in Italia per il trattamento medico dell’obesità. Si tratta dello Xenical, che si trova sotto forme di compresse. Il principio attivo del farmaco è l’orlistat: preso dopo il consumo di un pasto ricco di grassi, questa molecola inibisce gli enzimi che regolano la metabolizzazione del grasso.

Diverse Diete per prendersi cura di se

Diete, il benessere che apportano e una serie di consigli ad esse connessi.

Dieta Lemme

La dieta Lemme completa prende il nome dal suo inventore il dottor Lemme.

Tale dieta fa un promessa, quella secondo cui seguirla significa perdere fino a 7-10 Kg in un unico mese. Ma la dieta in oggetto non termina con il calo del peso necessario, sono infatti diversi i regimi alimentari che si occupano in via esclusiva di questa fase e invece che considerarla tale la ritengono l’obiettivo finale da raggiungere.

La dieta Lemme invece ha una seconda fase che è quella del mantenimento del peso raggiunto attraverso l’alimentazione consigliata.

Menù della Dieta Lemme

La dieta Lemme è molto strana, prevede dei pasti particolari e in genere viene definita come bizzarra volendo utilizzare un termine simpatico.

Per fare un esempio, la colazione secondo questo regime alimentare potrebbe anche prevedere l’assunzione di un piatto di pasta, per via dei carboidrati, mentre il pranzo prevederebbe carne o pesce (per via delle proteine) in pratica si vanno dividendo gli elementi necessari ad una corretta alimentazione ma lo si fa in maniera netta, per questo definirla strana non è poi così azzardato.

Va detto però che principalmente i cibi consigliati devono essere assunti secondo porzioni determinate con precisione, Lemme stesso sostiene che questa dieta fornisce più importanza al valore biologico del cibo rispetto a quello calorico.

I Giorni della Dieta Lemme e come viene Suddivisa

e 2° Giorno:

  • Colazione con tacchino e caffè
  • Pranzo con filetto di manzo e caffè
  • Cena con pesce spada e caffè

3°, 4° e Settimo Giorno:

  • Colazione a base di pasta olio e peperoncino e caffè
  • Pranzo con petto di pollo e caffè
  • Cena con sogliola e caffè

5° e 6° Giorno:

  • Colazione con carciofi e caffè
  • Pranzo con una fetta di fiorentina e caffè
  • Cena con un orata e un caffè

Dieta Fast-Lampo

Le diete veloci sono quelle che forse rappresentano la branchia del perder peso alla quale la stragrandi maggioranza delle persone presta attenzione.

Forniscono i risultati che promettono? Occorre rispondere dettagliatamente a questa domanda tenendo presente che i regimi alimentari consigliati variano da dieta a dieta.

Gli elementi che caratterizzano queste diete sono la velocità e la riduzione consistente del peso associata sempre al movimento e ad una vita regolata.

Uno dei casi è ad esempio la dieta lampo di 3 giorni. Questa prevede uno sforzo intenso che necessita di controllo visto che il regime alimentare può andare ad influenzare il benessere generale della persona.

Il menù da seguire nei tre giorni e il seguente:

1° Giorno:

  • Colazione cono alternativamente con caffè e dolcificante, abbinando il tutto o allo yogurt magro oppure ad un frutto di stagione.
  • Pranzo con un’insalata di finocchi e spinaci crudi e un cucchiaio di aceto balsamico assieme ad una patata lessa.
  • Merenda con ananas o uno yogurt magro.
  • Cena con 80 grammi di pasta al ragù vegetariano il primo giorno, 4 cucchiai di riso il secondo giorno, e 80 grammi di farfalle o pennette con piselli al curry il terzo giorno.

Colazione, pranzo e merenda restano invece invariati tutti e tre i giorni.

Stregoni e stregati, credenze odierne

La particolarità dei tempi moderni è l’avanzare sempre più della tecnologia legata a internet. Quante ricerche ci sono ogni giorno nel web? Legate ad ogni sorta di argomento, ma cio’ che andremo ad analizzare è l’argomentazione spirituale, mistica e folcloristica vista dai numeri statistici di Google. Diamo per scontato che chi non ha già affrontato ricerche simili non possa capacitarsi del numero enorme che l’esoterismo nel web smuove. Per i problemi d’amore esiste una chiave di ricerca apposita chiamata Legamenti d’amore, più di duemila persone ogni mese cercano questa frase per curiosità e per risolvere i loro problemi facendo affidamento a una figura mistico-esoterica, o ancor più spesso ai cartomanti.

Nella top ten dei risultati nazionali troveremo anche la parola “oroscopo” che da solo vanta più di due milioni di ricerche mensili, avete capito bene…2.000.000 di ricerche. Dunque il pensiero sorge spontaneo, siamo un popolo di creduloni o stiamo cercando sempre più un supporto spirituale e quasi magico ai problemi quotidiani? Potremmo continuare questa ricerca con tantissime altre parole ricercate ma senza contestualizzare la tipologia di utente sarebbe vanificata. L’utente medio nelle ricerche spirituali è donna, questo dato è chiaro, sarà la sensibilità femminile o l’approccio sentimentale del gentil sesso che provoca interesse nella lettura di carte o nella lettura dell’oroscopo, questo non è dato saperlo, ma senza ombra di dubbio le donne sono attratte da ogni forma di mistero. La fascia d’età è molto varia, dai 18 ai 30 per ricerche legate specialmente al mondo della magia e della divinazione mentre saliamo di fascia, quindi dai 30 ai 45 per ricerche inerenti a crescite spirituali, pensiero positivo e cambiamenti.

 

Non finisce qua, in effetti se oltre alla domanda c’è tanta risposta e migliaia di pagine scritte pare sempre più evidente che giorno dopo giorno la società invece che allontanarsi, grazie al progresso della tecnologia e della scienza, si avvicina sempre di più. Il materialismo che ha portato all’impoverimento dei rapporti sociali sta forse perdendo spazio e lasciandolo alla ricerca di nuovi sentimenti e spiritualità? Purtroppo talvolta dietro a tante ricerche si denota una forma di crisi sociale. Per essere specifici parliamo ad esempio di superstizioni come il malocchio, la paura di ricevere una fattura e tanto altro. Non crediate che siano realtà presenti solo in sud Italia, anzi, risultano dai grafici ben dislocate in ogni regione, con delle punte d’interesse in Lombardia. Cio’ significa che l’argomento affascina quanto impaurisce, e che tale paura è quasi atavica e riemerge nel momento storico sociale nel quale le persone risultano star peggio. Tuttavia una interessante ricerca su indovini e sensitivi dimostra come siano un evergreen sia in momenti di massima esplosione sociale, di ricrescita economica, così come nei momenti cupi, di crisi economiche, sociali e talvolta religiose. Questo fa del folclore e della magia in ogni sua forma, dal new age alle wicca, dai cabalisti agli spiritisti, un elemento sempre valido di discussione. Dividendo il mondo in chi crede e chi non crede potremmo così essere sorpresi dal fatto che anche chi non crede, mantiene un alone di rispetto e di superstizione attorno a certe pratiche. Questo forse, da millenni fa parte del dns umano che necessita di cercare risposte che concretamente non possono arrivare.

Pillole per dimagrire: dagli integratori fino alla Feraxamina

C’è chi le ha provate tutte e non nota cambiamenti. C’è chi invece dieta ed esercizio non li vorrebbe neanche iniziare, dato che sul mercato esistono pillole per dimagrire, che promettono miracoli indolori e in poco tempo.

Un esempio di cui si è fatto un gran parlare è la Feraxamina. Vediamo insieme quali sono le sostanze più efficaci ed approvate, ma anche gli effetti collaterali che queste possono scatenare sull’organismo.

Le pastiglie di sibutramina e quelle di orlistat.

Le uniche pillole per dimagrire approvate sono la sibutramina e l’orlistat. La prima stimola il senso di sazietà, portando chi la assume, a consumare meno cibo. È stata nuovamente bandita dal mercato nel 2010, visto che i suoi effetti indesiderati superavano i benefici. L’orlistat invece, riduce l’assorbimento dei grassi assunti con la dieta. Ma essendo i suoi effetti molto simili a quelli provocati dall’efedrina (tachicardia, palpitazioni, ipertensione), non è indicata per le persone affette da malattie o condizioni cardiovascolari.
Nel 2015, l’agenzia europea per i medicinali ha approvato l’impiego di due nuovi farmaci: il Mysimba® e il Saxend®. Entrambi agiscono a livello neuronale, controllando il senso di sazietà, e riducendo dunque l’appetito.

Gli integratori per dimagrire

Ampio è poi lo spettro delle pillole per dimagrire con funzione di integratore. Sono più facili da reperire, ma i loro effetti positivi sono inferiori rispetto a quelli garantiti dai farmaci. Oltre a modulare l’assorbimento di grassi e zuccheri, appagano rapidamente, se assunti insieme a generose quantità d’acqua. Alcuni esempi noti sono la crusca, la carragenina, l’agar agar, la gomma di Guar e la pectina, sostanze che si trovano anche negli alimenti confezionati. Se ne sconsiglia l’uso di tipo terapeutico a pazienti con ostruzioni o infiammazioni intestinali. Inoltre, gli integratori di fibre hanno lo svantaggio di compromettere l’assorbimento di importanti minerali essenziali quali calcio, fosforo, magnesio e zinco.

Il miracolo Feraxamina

La Feraxamina è un farmaco che stimola un recettore (il X farnesoide) della digestione. Il suo raggio d’azione rimane limitato all’intestino, pertanto è l’unica, tra le pillole per dimagrire, a non aver riportato, in fase di sperimentazione, alcun effetto collaterale. Essa non sopprime lo stimolo della fame, ma innesca i processi metabolici anche in assenza di cibo, portando l’organismo a bruciare le riserve che ha.

Gli studi da laboratorio hanno confermato che questo meccanismo riduce l’adipe ma anche i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue. L’unico limite della Feraxamina è che non agisce, ad esempio, sui livelli di sodio, e dunque sulle sue conseguenze sul sistema cardiocircolatorio. Inoltre non interviene sulle cause che comportano un aumento di peso, come abitudini scorrette, squilibrio endocrino e traumi psicologici.

Parliamo di.. cellulite e possibili applicazioni

A proposito di salute e benessere, oggi parliamo di cellulite e delle possibili applicazioni per far passare questo inestetismo mal sopportato dalla maggior parte delle donne.

La cellulite nasce a causa di un problema riguardante l’accumulo delle scorie sulla pelle e in particolare la difficile eliminazione delle stesse per mezzo della microcircolazione dell’epidermide: può esserci ad esempio un problema nello smaltimento delle stesse dovuto alla scarsa microcircolazione della zona ma anche un aumento eccessivo di produzione delle scorie dovuto a cattive abitudini che possono essere sia di natura comportamentale che dovute alla dieta.

Naturalmente modificare questi aspetti della propria vita e cercare di adoperare uno stile di vita più sano sono uno dei rimedi anticellulite più efficaci; assieme a questi ultimi però esistono anche degli “aiuti” che si possono avere per eliminare problemi di questo genere dovuti alle creme snellenti e ai massaggiatori anticellulite.

Le creme snellenti sono delle particolari pomate che, costituite da ingredienti differenti ma solitamente naturali, possono aiutare a migliorare la circolazione grazie all’idratazione della zona della pelle ma anche a bruciare i grassi in eccesso che possono essersi accumulati a livello superficiale. Alcuni degli ingredienti più utilizzati sono il caffé e il cacao per le loro azioni snellenti ma esistono moltissimi altri ingredienti che combinati fra loro possono portare a risultati tangibili.

Le migliori creme anticellulite provengono da diverse aziende, le più famose sono quelle come la Somatoline e la Guam.

I massaggiatori anticellulite come rimedio da conoscere

Come abbiamo detto prima esistono diverse cause che possono causare la cellulite; una di queste cause è appunto la circolazione a livello superficiale più carente e pertanto un cattivo processo di eliminazione delle scorie, che alla fine dei vari processi fanno più fatica ad essere espulse.

Con il massaggio dei massaggiatori anticellulite (ne esistono di diversi tipi) è possibile ottenere dei risultati interessanti che possono portare a una migliore circolazione e quindi a una diminuzione della cellulite sensibile.

Esistono tanti tipi di massaggi anticellulite, solitamente noi distinguiamo in due macrocategorie: i massaggi effettuati a mano da esperti massaggiatori (parliamo di persone concrete) e i massaggi automatici o comunque realizzati tramite oggetti. Sicuramente in termini di relax sono molto più rilassanti e piacevoli i massaggi effettuati a mano ad esempio nei centri benessere, ma senza ombra di dubbio questi massaggi vi costeranno un occhio dalla testa e non tutti sono in grado di permetterseli.

Il secondo tipo di massaggi, i massaggi anticellulite effettuati per mezzo di strumenti, sono sicuramente più economici e a parte la noia di dover fare da sé, non sono inefficaci rispetto all’altra tipologia. I massaggiatori anticellulite si dividono in più tipi, come i massaggiatori elettronici, i massaggiatori anticellulite elettronici a raggi infrarossi, i massaggiatori anticellulite in legno o plastica senza elettricità.

Per conto nostro la cosa migliore, come suggeriscono i nostri amici di massaggiatoreanticellulite.it, è affidarsi ai massaggiatori anticellulite elettrici, che permettono di faticare sicuramente molto di meno e di ricevere comunque un massaggio che risponda a un certo standard di qualità.

I migliori modelli presenti sul mercato per quanto riguarda i massaggiatori anticellulite sono quelli della BEPER, ma anche ARDES e altre marche presenti in tutti i negozi online non scherzano. Il portale online che abbiamo citato poco fa effettua recensioni sui massaggiatori anticellulite, paragonandone le caratteristiche e i prezzi, richiedendo le opinioni degli acquirenti in merito a esperienza di acquisto e di utilizzo del prodotto.

Conclusioni

Ricapitolando quindi, oggi abbiamo parlato dei due principali metodi per diminuire la cellulite ancora utilizzati oltre la sana eliminazione delle cattive abitudini a livello alimentare e a livello comportamentale, come le creme snellenti e i massaggiatori anticellulite; se avete delle altre considerazioni da fare riguardanti altri metodi per eliminare la cellulite ci raccomandiamo di segnalarle come sempre lasciando un commento a questo articolo.

Iride color giallo: quando allarmarsi

Iride Gialla: Sappiamo bene che i pigmenti degli occhi presentano dei colori assolutamente naturali.

Sui libri di medicina si è soliti affermare che qualunque tipo di iride che presenta sfumature cromatiche differenti da quelle a cui siamo solitamente abituati, potrebbe essere il sintomo di qualcosa che non va. Guardarsi allo specchio e notare la presenza di un colore giallognolo all’interno dell’occhio o attendere che lo faccia notare qualche amico che incrocia il nostro sguardo durante una conversazione non fa differenza. Giungere alla consapevolezza di avere dei toni tendenti al giallognolo può far sentire protagonisti di un romanzo giallo dal finale imprevisto. Parte della stesura conclusiva del nostro racconto dipenderà dalla nostra capacità di prendere le redini della situazione. Solo una volta raggiunto questo primo obiettivo potremmo porre un rimedio alla questa condizione, agendo tempestivamente, ma soprattutto diagnosticando con cura le cause da cui potrebbe dipendere.

L’indagine iridologica

Un ottimo strumento per scoprire se qualcosa nel nostro corpo non funziona risulta essere l’indagine iridologica. Si allude a quella branca parallela alla medicina ufficiale, definita “alternativa”, volendo spesso demarcare una valenza negativa, che invece non merita. L’Italia è ricca di centri d’iridologia dove è possibile sottoporsi ad una mappatura dell’iride. Scoprire a quali problemi “interni”, apparentemente invisibili all’occhio umano, corrispondono invece dei segni o delle pigmentazioni anomale riscontrate lungo il collaretto, ma anche sulla stessa sclera, è il compito estremamente interessante, a tratti magico, che si cela dietro il lavoro di un medico iridologo. Sottoponendosi alle fotografie e agli ingrandimenti di un iridoscopio professionale è pertanto possibile non solo risalire al significato delle iridi gialle, ma anche qualunque altro di segno o particolare che lasci pensare ad un disturbo in corso o ad una intolleranza a qualche alimento.

Occhi gialli

Non stiamo parlando di persone con uno sguardo particolare o magari sì. Il punto è che l’attenzione che vogliamo dare a questo tipo di manifestazione non deve avere carattere estetico, ma finalità mediche. E’ molto più che una coincidenza ritrovarsi al cento per cento in affermazioni come “lo specchio sono lo specchio dell’anima”. Cerchiamo quindi di andare un pelino più in profondità e non limitarsi alla mera superficie oculare. In tante occasioni, più che parlare di occhi strani o desumere bizzarre combinazioni combinazioni cromosomiche, basterà osservare dei cambiamenti nel colore degli occhi, che da marroni potrebbero iniziare a presentare delle macchiette gialle o degli elementi paglierini, per comprendere che il nostro benessere fisico è sotto attacco.

Le cause più comuni

Ittero. Non possiamo che citarlo tra le prime ragioni possibili. Il fegato e un po’ tutto il sistema epatico mostra dei segni di malfunzionamento. Bisognerà creare degli argini quasi immediati e stabilire dei cambi importanti a livello di dieta. L’eccessiva concentrazione di biriluna ci sta facendo a pezzi lentamente. Smettetela da subito con frutta secca come noci. State più calmi, le condizioni di stress non potranno che influire negativamente sull’intestino e quindi accentuare ancor di più il giallo nelle iridi. Sì invece ad agrumi come limoni ed arance, ottimi incentivi a fare spremute, ma non centrifugati, perchè per curare l’ittero e quindi il giallore negli occhi abbiamo bisogno di mangiare molte fibre.

Troppa melatonina. Sembrerà strano eppure il corretto funzionamento della ghiandola pineale influenza anche l’aspetto dei nostri occhi, nonché di conseguenza, la condizione di salute che stiamo vivendo. Correre troppo e inseguire i nostri impegni lavorativi in maniera eccessiva non vi porterà a nulla, se non ad un esaurimento. Chiudere gli occhi solo per poche ore a notte, senza finalizzare dei cicli del sonno oltre ad una debolezza e stanchezza continua, potrebbe aumentare la vostra necessità di integratori a base di melanina. “Occhio” a quello che state facendo nella vostra vita e ai farmaci che assumete. Il rischio di occhi gialli e dietro l’angolo. Ad ogni modo, una visita presso un iridologo online potrebbe aiutarvi a capire nel dettaglio che cosa mangiare e come combattere le cause del vostro male.

Dolci e Caramelle, croce e delizia

All’apertura di questo nuovo spazio on-line dedicato a caramelle&affini dobbiamo dire che moltissime persone non riescono a rinunciare al piacere di assaporare una caramella, mangiare un pasticcino o anche spingersi più in là magari sotto le feste o in occasioni particolari e che altrettante persone comunque calcolano anche la loro linea e a tal proposito bisogna anche dire che esistono dei trucchi – o sedicenti tali – atti a resistere ai morsi della fame, e tra i più conosciuti c’è proprio quello di chi consiglia il consumo di caramelle senza zucchero. Il consiglio per la maggiore che va in tal senso è quello che suggerisce il consumo – misurato – di chewingum o caramelle senza zucchero per placare “l’assalto” dei morsi famelici come ci mostra una nota pubblicità e ciò mantiene anche la bocca occupata, nel quadro di un regime dietetico rigido.
A questo punto nasce la domanda in chiunque davvero ci tiene alla sua dieta e che vede questa come un equilibrio da rispettare. La domanda è la seguente:
Ma le caramelle riescono effettivamente ad allontanare noi stesse e noi stessi dai cibi? O alternativamente a questo ragionamento una seconda possibile domanda sarebbe la seguente:
Magari invece rischia questo tipo di approccio di scatenare il senso del proibito e quindi una tentazione che tutto è tranne che salutare?
A questa seconda domanda sicuramente molte persone ci sono arrivate quindi vogliamo discutere proprio di ciò.

Volendo citare soggetti tipo al fine di esplorare – da non professionisti – la psicologia del fenomeno dobbiamo dire che diverse persone masticano costantemente e in maniera ripetuta durante il giorno volendo classificarle diremmo che lo fanno fumatrici e fumatori magari in stato di astinenza oppure persone che hanno avuto seri problemi di peso in precedenza e che oggi dopo mesi di sforzi sono riuscite a calare il loro peso corporeo e che consumano a piene mani costantemente e in maniera anche vorace caramelle diet. Oppure infine la personalità compulsiva che reprimendo magari la rabbia in quanto sentimento naturale e legittimo affondano anch’esse le mani nella confezione di caramelle sugar free.
Avendo evidenziato tre possibili consumatori e consumatrici di caramelle senza zucchero che comunque non si limitano nel consumo dobbiamo sottolineare che da un lato le caramelle dietetiche contengono meno grassi rispetto alle colleghe che hanno evidenziato sulla confezione lo zucchero come ingrediente tra gli altri, ma per l’appunto meno grassi significa che non sono completamente prive di zucchero quindi solo che quest’ultimo è ridotto rispetto alle sue colleghe per così dire.
Di conseguenza e basandoci su questa verità se si consumano 15 caramelle a basso contenuto di zuccheri al giorno comunque queste vanno ad inficiare su una dieta rigorosa che magari la persona in questione è andata ad adottare e che applica costantemente anche nel tempo presente. Sulla base di questo ragionamento il consumo alto di tali prodotti dolciari può andare ad inficiare precedenti e attuali sforzi fatti per mantenere la linea. Quindi se ancor prima di cominciare a mangiare certe prodotti vi basaste su questo ragionamento potreste a quel punto adottare un regime alimentare che contempli prodotti dolciari come le caramelle con minor dose di zuccheri senza comunque abusarne andando a sconvolgere i vostri propositi.

Caramelle Sugar Free. Si ma sempre con controllo

Oggi si può evitare di dover ricorrere alla chirurgia plastica dopo aver seguito una dieta irregolare per anni o prendendo troppo sotto gamba un regime alimentare dettato anche se solo all’apparenza non ci fa ingrassare scoprendo poi che salendo sulla bilancia e pur avendo seguito la nostra “amica dieta” magari dimenticandola qualche volta – senza dare a ciò peso – ed eccedendo con la caramelle o con qualcos’altro, lungi da noi dire e imporre una Dieta Vegana anche se la consideriamo molto valida e buona oltre che attenta all’ambiente tutto, pensiamo invece che sia l’autodeterminazione individuale che può far si di adottare una dieta, prendere qualche caramella diet e/o senza zucchero ma senza eccedere costantemente per poi lamentarsi di non essere calate di un chilo.

Noi siamo un sito che parla di dolcezza ma con un occhio sempre vigile anche alla forma e alle diete quindi il conto delle caramelle e dei dolcetti è un nostro argomento di discussione. Cercando un metodo per proseguire sull’intento di voler bene a noi stesse e a noi stessi mantenendo la nostra linea, dobbiamo dire che tirare le somme sulle caramelle o sui dolciumi in generale consumati nell’arco della giornata, è un criterio efficace oltre che molto utile per tenere sott’occhio le calorie ingerite.

Oppure invece delle caramelle – e si siamo proprio noi a dirlo ma solo in relazione al fatto che mantenere il proprio peso forma viene prima – potreste mangiare e assaporare altri alimenti più naturali ma comunque gustosi e ipocalorici. Esempi potrebbero essere:

Crackers integrali

Yogurt

Frutta secca
Voi a questo punto potreste pensare “ma allora tutti gli sforzi che faccio per mantenere la mia linea sono inutili!” non vi scoraggiate perché questo tipo di prodotti possono sotituire le caramelle e i dolciumi a basso contenuto di calorie solo se il vostro criterio di consumarli è compulsivo e per fortuna sappiamo che non per tutte e tutti è così.

Ok io mi sforzo! ma quanto c’è di veritiero nelle Etichette?

Se siete arrivate e arrivati a questa domanda allora significa che vi state volendo bene e che – pur non eccedendo – contemplate anche le caramelle light, senza zucchero e affini nella vostra alimentazione quotidiana. Avete presenti le etichette in grande sulle confezioni? Si? Bene non centrano nulla con ciò che interessa a chi sta facendo una dieta e può permettersi solo qualche leggero strappo.

Le nostre istruzioni sono infatti quelle di capovolgiamo la confezione e leggiamo quelle scritte microscopiche che appaiono e che sembrano solo infinitesimali macchiette sulla confezione stessa, li troveremo l’elenco che davvero ci interessa quello degli ingredienti, in questo elenco vengono riportate tutte le sostanze presenti nella composizione delle caramelle compresi gli additivi.


Lo zucchero comunque nella mentalità diffusa è ciò che contiene saccarosio ovvero un glucide formato da una molecola di glucosio e da una di fruttosio. Questo viene assorbito molto velocemente dall’organismo producendo un aumento del glucosio nel sangue. Ma non c’è solo questo zucchero nelle caramelle il destrosio è un altro di questi inoltre il saccarosio può essere proposto tra gli ingredienti in altre forme: zucchero di canna, zucchero invertito, sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio, maltosio. Quindi osservate bene l’etichetta prima di eccedere con le caramelle diet perché magari state contribuendo nel frattempo ad aumentare il vostro peso credendo di essere nel giusto.

Dolci dolci e ancora dolci, un mondo infinito

Individuato come peccato capitale nel testo sacro dei cristiani la gola è qualcosa alla quale non sappiamo spesso e volentieri resistere e per questa ragione esistono tantissimi produttori di dolciumi anche riconosciuti a livello internazionale e – oltre a ciò – esistono anche fiere dedicate alla quintessenza del piacere, il cioccolato in tutte le sue declinazioni possibili.

  • Cioccolato al latte

  • Cioccolato bianco

  • Alle Nocciole

  • Alla menta

  • Fondente per vari gradi

  • Alla cannella

  • Al peperoncino

E chi più ne ha più ne metta! E certamente resistere per lunghi periodi dalla assumere anche in una sola occasione almeno un cioccolatino non è semplice e anzi può anche generare una discreta insofferenza. Inoltre a detta del dottor Umberto Veronesi e non solo per sue parole specifiche ma anche per studi effettuati da altri medici, il cioccolato aiuta – se consumato nelle giuste dosi senza esagerare – a prevenire le malattie cardiovascolari, inoltre – sempre da studi effettuati – risulta che abbia un azione mirata sul sistema che può portare un individuo alla depressione e quindi può anche essere considerato un toccasana per chi magari si sente giù. Infine aiuta anche le difese immunitarie delle persone quindi il problema non è la materia prima in sé che a rigor di logica non dovrebbe essere demonizzata, il problema vero è il consumo che si fa di determinati prodotti della natura al pari di altri che se abusati portano a scompensi di vario genere.

 

Visitate le proprietà del cioccolato dobbiamo dire che questa meraviglia della natura può essere messa al primo posto di un eventuale classifica dedicata a Dolciumi&Co. Ma nella classifica dovremmo anche includere la miriade di caramelle nostrane – per produzione e ideazione – e straniere.

Non possiamo quindi non citare:

  • Le mitiche Pastiglie Leone fabbrica dolciaria dal 1857, un marchio davvero importante con prodotti eccellenti che nel corso del tempo partendo appunto dalle Pastiglie – le prime furono quelle al meraviglioso gusto Violetta dissetanti – è arrivata a produrre anche altre caramelle anche particolari con dediche o rivolte a tematiche specifiche assicurandosi un apprezzamento anche sul piano internazionale.

  • La Nestlè che sebbene spesso abbia adottato politiche non del tutto condivisibili ha un posto di rilievo con i suoi prodotti.

  • Il marchio Ferrero anche lui criticato a più riprese per le sue politiche societarie ma pur sempre ideatore della Nutella e sappiamo che un barattolo nelle case degli italiani lo troveremo sempre.

  • Ricordate il Toblerone? Restando sempre in tema di dolci, bene la casa produttrice è la Mondelez International da noi assai meno conosciuta della Nestlè e della Ferrero ma anche della stessa Leone ma pur sempre un azienda importante visto che è internazionale e che non fa certo dimenticare il suo prodotto probabilmente più importante e diffuso.

E poi non possiamo dimenticare in questo universo di dolcezza le produzioni locali a marchio DOP e IGP che sono davvero un orgoglio per il nostro paese e non solo.

 

La gola sarà forse – per qualcuno – anche un peccato ma assaporare la cioccolata è il paradiso…

Viaggio nella dolcezza, caramelle zuccheri e dolci

Per questo articolo vogliamo letteralmente fare un salto a piedi pari nella squisitezza e nella dolcezza come da titolo e lo faremo parlandovi di prodotti dolciari, caramelle vecchie – storiche – e nuove per la delizia di tutti i palati andando a fare una classifica senza numeri e senza posizioni preferenziali perché – come è ovvio che sia – ognuna-o ha i suoi gusti e alla gola spesso non si resiste.

Partiremo dalle grandi marche e dalle caramelle sfuse o in confezioni grandi per poi fornirvi una chicca con la ricetta per le caramelle mou da fare in casa.

Partiamo da un prodotto statunitense che pian piano ha conquistato però un posto di rilievo tra le caramelle. Parliamo delle famose Jelly Beans così definite per la loro forma a fagiolo.


Queste caramelle nascono nel 1976 quando l’idea venne ad un giovane produttore che fece nascere i primi 8 gusti – ad oggi sono 50 – rispettivamente con aromi naturali:

  • ciliegia
  • limone

  • panna

  • mandarino

  • mela verde

  • root beer

  • uva

  • liquirizia

Le conosciamo tutte-i e molti di noi non hanno indugiato nell’accompagnare le loro giornate con queste deliziose caramelline in gelatina.

Adesso passiamo a tutt’altro genere di caramella dal marchio sicuramente più conosciuto nel nostro paese, parliamo delle mitiche Golia le liquirizie più buone del mondo per qualcuno incartate a farfallina. Anche in questo caso ci si fa indurre in tentazione da queste caramelline e molte persone comprandole in pacchetti le scarta e le ripone in un apposito barattolo per facilitarne la presa…


In questa classifica-non classifica non potevamo mancare di citare anche le buonissime Polo, il buco con la menta intorno.

Sapete che questa caramella è la più venduta nel Regno Unito? E ci crediamo visto che apprezziamo anche noi dagli anni 50 le caramelle con buco che all’inizio non avevano questa forma e anzi erano molto più regolari, poi un designer ha avuto la pensata che le ha consegnate alla storia. Ciò avvenne nel 1955 ma le caramelle sono del 1948 attualmente a marca Nestlè.


E come anticipato siamo arrivate dopo questo tortuoso percorso alle caramelle mou e alla ricetta per farle al comodo della vostra cucina.

Gli ingredienti necessari:

  • 250 g di zucchero
  • 100 g di panna liquida a temperatura ambiente

  • 1 bustina di vanillina

Preparazione:

Dapprima bisogna far sciogliere lo zucchero in un pentolino a fiamma bassa senza mescolare ma scuotendolo quando occorre, fare ciò fin quando il composto non assume il classico colore ambrato.

A questo punto dovrete versare all’interno del pentolino la panna liquida assieme alla vanillina e stavolta mescolate con una spatola in legno fino ad amalgamare il composto.

Una volta che l’amalgama risulta tale versate il tutto in uno stampo di forma quadrata che può essere di 20X20 o 30X30 ricoprendo con la carta da forno.

Più pratico sarebbe versare all’interno di stampini di forma quadrata o rettangolare ma non tutti hanno questo componente quindi poco male se dovrete tagliate successivamente le caramelle.

La lastra mou dovrà restare al riposo per circa due ore a questo punto e solo dopo procederete al taglio. Avrete così ottenuto – con pochi semplici passi e pochi ingredienti – una caramella dolcissima da offrire ai vostri ospiti o da papparvi!

Le caramelle possono far dimagrire?

Le caramelle sono uno di quegli sfizi ai quali non riusciamo a rinunciare pur sapendo che dobbiamo mangiarle con moderazione. Scopriamo invece che -appunto se mangiate con moderazione – possono addirittura fare bene! E’ uscito a tal proposito uno studio condotto dai medici della Louisiana State University Agricultural Center che inquadra le caramelle come un alimento che può aiutare le persone a perdere peso. Questo studio e anche altri dicono che non solo le caramelle non fanno male ma addirittura sotto alcuni accorgimenti necessari, fanno dimagrire. Questi studi dicono che anche il cioccolato e i dolciumi in generale avrebbero questo potere. Questa ricerca è stata effettuata su 5 mila adulti di entrambi i sessi che facevano parte del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), e dallo studio condotto su questo campione è emerso che chi mangiava dolciumi con moderazione risultava essere più magro con un indice di massa grassa più basso. In sostanza è emerso che i dolci aiutano a tenere il peso sotto controllo partecipando ad un processo specifico che è quello della gestione ottimale dell’apporto calorico giornaliero necessario. Volendo fare un esempio possiamo dire che l’assunzione moderata e sporadica è un gioco che facciamo al nostro cervello. Se ad esempio invece di mangiare un tramezzino mangiamo una caramella o un pasticcino sostanzialmente ciò è un imput che forniamo al cervello e che contribuisce al dimagrimento.

Pensiamo anche alla gomma americana. Questa tiene impiegata la bocca nella masticazione ed è questo un modo per consumare meno cibi in effetti quindi anche il chewingum potenzialmente può servire allo scopo.

 

Dicevamo che si tratta di gabbare il cervello ebbene quest’ultimo quando mastichiamo qualcosa riceve un imput che è di fatto il messaggio relativo alla nutrizione anche se poi questa non c’è di fatto quando parliamo di un unica caramella o della gomma americana.

Oltre all’imput verso il nostro cervello si mette in moto anche l’rganismo come sappiamo e se mangiamo una caramella inizia comunque un processo digestivo che ovviamente avrà una durata minima ma aiuterà comunque a ridurre il senso di fame.

Alla fine del ragionamento fatto si comprende – ancora una volta – che ciò che fa ingrassare non è di per se il consumo di calorie ma lo smaltimento delle stesse e l’eccesso di assunzione. Quindi se si mangia una caramella ogni 5 giorni questa certamente non farà del male al nostro organismo sal punto di vista delle calorie, ma se mangiamo un pacchetto di caramelle ogni tre giorni e poi ci stendiamo sul divano allora lì rischiamo di veder lievitare la massa grassa perché l’assunzione – eccessiva – di calorie non corrisponde ad uno smaltimento successivo. Ciò che porta a pensare questo studio e la teoria che ne emerge oltre al fattore del limitato consumo è che in alcune tipologie di dolciumi e caramelle non vi è alcun apporto positivo per l’organismo di specifiche sostanze contenute in esse che poi assumiamo, ecco perché è sempre bene sapere cosa stiamo mangiando che si tratti di una pizza o di una caramella, leggete quindi sempre le etichette.

Debolezza e Stanchezza, i rimedi

I due termini, debolezza e stanchezza, spesso vengono confusi per sinonimi ma in realtà le cose non stanno esattamente così. La debolezza riguarda i muscoli e il loro normale e regolare funzionamento, quando si ha debolezza a fare le cose che normalmente si fanno ci si mette maggior tempo e la fatica avanza, mentre la stanchezza è soprattutto caratterizzata da una sensazione di spossatezza che deriva da una mole consistente di incarichi e/o preoccupazioni.

Leggi tutto “Debolezza e Stanchezza, i rimedi”

Mali di stagione e come porvi rimedio

Se si pensa ai mali di stagione vengono in mente la tosse, gli starnuti, i brividi di freddo e poi l’inevitabile influenza, talvolta i mali di stagione come il raffreddore o il mal di gola si fermano mentre altre scaturiscono in malattie più pesanti. Oggi vedremo come farvi fronte cercando di non arrivare alle influenze e alla febbre. Leggi tutto “Mali di stagione e come porvi rimedio”

Omeopatia e Malattia

Il funzionamento dell’Omeopatia

Quando si parla di omeopatia alcune persone possono pensare che questa non agisca veramente sulle cause della malattia, o che sia inutile nell’estrema considerazione che si può avere di questa, quindi va chiarito come l’omeopatia realmente agisce sull’organismo e sulle malattie e gli squilibri che questo può avere.

Leggi tutto “Omeopatia e Malattia”

Obesità, 10 regole per evitarla

Le regole per evitare l’obesità e in generale l’ingrassare sono legate sia all’alimentazione, sia a specifici comportamenti da adottare.

Si è tenuta la 16ma edizione dell’Obesity Day, ovvero la campagna di informazione e sensibilizzazione sull’obesità promossa ogni anno nella giornata del 10 ottobre dall’Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione clinica (ADI).

Leggi tutto “Obesità, 10 regole per evitarla”

Gengive che sanguinano, Rimedi

Parafrasando una nota pubblicità diciamo che se vedi le gengive sanguinare significa che c’è un problema, questo problema si identifica col nome di Gengivite, solo raramente infatti le gengive sanguinano per problemi di salute gravi, mentre nella maggioranza dei casi ciò avviene per scarsa o insufficiente igiene orale.

Leggi tutto “Gengive che sanguinano, Rimedi”

Dolori alle Gambe, Cause e Rimedi

I dolori alle gambe possono interessare le ginocchia, le cosce, i piedi e altre parti.

Molte persone si tengono in allenamento per contrastarne il permanere e non fanno una cosa sbagliata ma se si volessero combattere questi dolori con l’omeopatia si starebbe anche in questo caso, prendendo una valida decisione.

Leggi tutto “Dolori alle Gambe, Cause e Rimedi”

Le Vertigini, gradi di sopportazione e problemi ad esse connessi

Le vertigini sono quel fastidio che può compromettere seriamente l’intero andamento di una giornata e scaturire in problemi di salute anche di altro genere.

E’ bene capire come si sviluppano e come poter far loro fronte per evitare che diventino un freno alla vita vissuta in maniera regolare.

Leggi tutto “Le Vertigini, gradi di sopportazione e problemi ad esse connessi”

Malva Silvestre, una pianta dalle 1000 vitù

La Malva dai tempi antichi è considerata una pianta dalle innumerevoli qualità curative. Nel 1500 era chiamata omnimorba che tradotto significa rimedio per tutti i mali e anche nel presente nelle erboristerie è tra le piante più vendute.

La Malva sin dai tempi antichi viene considerata una pianta dalle innumerevoli qualità curative. Nel 1500 veniva definita come omnimorba che tradotto significa rimedio valido per tutti i mali e anche nel presente nelle erboristerie è tra le piante più vendute.

L’impiego di questa pianta curativa è ampio e volenbdolo schematizzare lo facciamo come segue:

In Infuso&Decotto

In questo caso la Malva Silvestris – nome scientifico – è valida per combattere le irritazioni del cavo orale e per calmare i dolori di stomaco oltre ad essere un ottimo lassativo naturale. Anche in caso di tosse e catarro è un rimedio raccomandato. In quest’ultimo utilizzo è facile ricordare le nostre nonne che facendo un giro nei campi raccoglievano questa pianta che cresce spontanea e poi prendevano i loro pentolini con l’acqua calda e vi inserivano la malva. Il sapore è acre.

Leggi tutto “Malva Silvestre, una pianta dalle 1000 vitù”

Olistica e Medicina alternativa

Quando si parla di quelle che vengono comunemente – e diffusamente – chiamate discipline olistiche si sta discutendo di tutta quella branchia della medicina alternativa atta soprattutto a prevenire determinati disturbi legati a vari fattori che possono essere di natura psicosomatica ma anche fisica nel loro punto più avanzato.

Nella medicina olistica molta popolarità negli ultimi anni sta avendo l’aromaterapia assieme all’aromatologia oggi noi vogliamo proprio parlare di questa branchia specifica.

L’aromaterapia rappresenta ed è considerata e applicata per tre ragioni:

  • Lenire
  • Prevenire
  • Curare

ed è basata sull’impiego di oli essenziali naturali al 100%.

L’estrazione degli oli essenziali è realizzata sui fiori e sulle piante aromatiche.

oli-essenziali

Leggi tutto “Olistica e Medicina alternativa”

Quando la giusta alimentazione è una scelta di vita

Esistono molte persone che per prevenzione scelgono di seguire diete specifiche e in questo caso quando parliamo di diete non intendiamo quelle dimagranti ma quelle atte a preservare il corpo da eventuali malattie che nascono per carenza di specifiche sostanze.

Oggi parliamo quindi del giusto apporto di taluni di questi elementi concentrandoci sul Magnesio e sul Potassio. Un valido articolo che spiega perché sono importanti entrambi per il nostro organismo potete trovarlo in questa pagina.

Ma non volendo dare un tratto medico al nostro articolo quanto piuttosto uno naturale ci concentreremo sui cibi che contengono queste componenti.

Vogliamo entrare nella natura anche in questa occasione e fornirvi degli spunti per una giusta alimentazione al fine di prevenire malattie e disturbi vari e per farlo concentrandoci sull’alimentazione partiamo dalle verdure a foglia verde, come ad esempio gli spinaci che sanno apportare alla dieta una giusta quantità di magnesio.

Leggi tutto “Quando la giusta alimentazione è una scelta di vita”

Preparati: Erboristeria e cure alternative

Preparati per prendersi cura di sé

In medicina da poco tempo viene accettato il concetto che le piante officinali possano essere impiegate anche fuori dalla farmacologia ufficiale. Ma l’erboristica esiste da tempo. Vediamo cosa si intende con questo termine

I preparati erboristici aiutano sia a mantenere la salute che a migliorarla e svolgono un azione preventiva ma anche curativa.

Se vogliamo fare una distinzione tra le tipologie di preparazione erboristica basati sulle piante officinali possiamo sicuramente dividerle in:

  • Decotti

  • Compresse

  • Tisane

  • Infusi

  • Lozioni

  • Polpe

camomilla-e-lavanda-tea

Leggi tutto “Preparati: Erboristeria e cure alternative”

La dieta è alla base di una buona e sana costituzione

Dieta: Perché consumare certe tipologie di alimenti può far male se con dosi eccessive e quale dieta adottare per mantenere un corpo sano

Nella società consumistica che viviamo anche il cibo è diventato nella mentalità delle persone un bene di consumo e non un nutrimento per il corpo come invece dovrebbe essere. In questo quadro molte sono le assunzioni alimentari da cambiare per ritornare ad avere una salute buona.

Nel nostro sito ci occupiamo di fornire consigli basati sul benessere fisico che va integrato con una sana alimentazione e con l’apporto benefico che può fornire un allenamento costante. Viviamo comunque in una società dove i ritmi sono aggressivi e spesso non lasciano spazio al benessere fisico che si basa anche su queste due attività sopra menzionate, basti pensare allo sviluppo incondizionato delle grandi catene di fast food che propongono cibi non certamente salutari ma a basso costo e quindi accessibili alle grandi masse.

La più famosa di queste catene di Fast Food che si è guadagnata nel tempo il nomignolo di Junk Food (tradotto Cibo Spazzatura) è Mc Donald. Gli scandali denunciati da molti rispetto a questo marchio ormai non si contano più e se ne aggiunge oggi un altro. Sembra infatti che negli hamburger della grande M siano stati trovati degli additivi e comunque a parte quest’ultima rivelazione in generale la carne se consumata con frequenza giornaliera – e specialmente quella di alcune grandi catene – non contribuisce certo al benessere fisico dell’individuo. Il cibo spazzatura può essere molto e diviene tale a causa di additivi, addensanti e vari altri componenti che vengono inseriti nel prodotto finale venduto e che ritroviamo nelle catene ma anche nei supermercati.

junk-food-2

Leggi tutto “La dieta è alla base di una buona e sana costituzione”

Mal di Schiena come fronteggiarli con i rimedi naturali

I dolori alla schiena e come curarli con l’omeopatia

Mal di schiena e dolori pressanti possono stravolgere la giornata tipo di ognuno di noi e ricorrere ai farmaci per alcuni non rappresenta la miglior soluzione. Ecco perché uno o più rimedi omeopatici possono rappresentare una valida alternativa.

Il nostro corpo è uno strumento vivo e come tale subisce le alterazioni causate dal passaggio stagionale e quelle causate dal clima stesso. La natura è quindi in noi e noi siamo parte di essa e già questa può essere una causa dei dolori alla schiena.

Ovviamente il mal di schiena non è causato solo da un cambio di stagione, una posizione scorretta o un alimentazione sbagliata al pari di altri disturbi possono portare a dolori localizzati in uno o più punti della schiena. Facendo noi parte della natura comunque a lei ci possiamo rivolgere quando insorgono determinati disturbi fisici che se non trattati possono portare anche all’immobilismo generando anche altre problematiche ad esso connesse.

IMG_3339

Leggi tutto “Mal di Schiena come fronteggiarli con i rimedi naturali”

Mal di testa- Emicrania: scegliere lo zenzero

Lo zenzero per curare ed alleviare Emicranie e Mal di Testa

Lo zenzero, pianta dalle innumerevoli doti curative, agisce anche sulla cefalea e l’emicrania

Se non volete essere troppo invasivi su voi stessi per curare ed alleviare quei fastidiosi mal di testa o quelle emicranie che causano diversi scompensi fisici potete provare lo zenzero che probabilmente potrebbe fare al caso vostro. Vediamo come viene impiegata la sua attitudine curativa in erboristeria e farmacologia.

zenzero3

 

Alcuni dati sul mal di testa

Prima di inoltrarci sull’apporto che lo Zenzero può fornire per combattere questa malattia dobbiamo dire che il mal di testa e nella sua forma più grave l’emicrania colpiscono il 20% della popolazione mondiale che lo vive come una costante nella vita. Di questo 20% la maggioranza sono donne e il rapporto è di 1 a 4 rispetto agli uomini. Capirete quindi che convivere con questa cosa risulta essere davvero complesso e stressante specie se si pensa al dinamismo richiesto a donne e uomini in questa società che viviamo.

Leggi tutto “Mal di testa- Emicrania: scegliere lo zenzero”