Defibrillatore semiautomatico esterno: ecco cos’è

Un defibrillatore semiautomatico esterno è un dispositivo salva-vita il cui compito è quello di identificare le variazioni del ritmo del battito del cuore, in modo tale che in caso di necessità possa erogare una scarica elettrica che va a colpire il muscolo cardiaco. In seguito allo shock elettrico, il battito cardiaco viene azzerato: dopodiché il suo ritmo viene ristabilito. Questo tipo di defibrillatore è un apparecchio intelligente, nel senso che è capace di agire praticamente da solo, quasi in totale autonomia. Tutto quel che bisogna fare è collegare gli elettrodi alla persona su cui il dispositivo deve essere usato: gli elettrocardiogrammi vengono eseguiti dal defibrillatore in modo automatico, così che lo stesso possa capire se il cuore ha bisogno oppure no di uno shock elettrico.

L’intelligenza del defibrillatore semiautomatico esterno sta nella capacità di capire se la persona è vittima o meno di un arresto cardiaco: nel caso in cui il ritmo sia defibrillabile, l’operatore viene avvisato che c’è bisogno di una scarica elettrica per il cuore. Così, chi utilizza il dispositivo deve solo schiacciare il pulsante apposito che eroga la scarica. Per imparare a gestire e a far funzionare questo defibrillatore vengono organizzati dei corsi ad hoc: si tratta dei cosiddetti corsi BLSD, che sono dedicati alla rianimazione cardiopolmonare.

Vale la pena di mettere in evidenza, in ogni caso, che il defibrillatore semiautomatico esterno è molto facile da utilizzare: è proprio per questo motivo che può essere adoperato da personale laico, ovviamente a condizione che sia formato in modo adeguato. Nel dispositivo è presente una guida vocale grazie a cui l’operatore può essere assistituto in tutte le fasi del soccorso. L’apparecchio, inoltre, si predispone all’erogazione della scarica elettrica unicamente nell’eventualità in cui ravvisi un arresto cardiaco nel paziente: insomma, non si corre il rischio che essa venga prodotta quando non ce n’è bisogno. Il paziente, dunque, non può essere defibrillato se non viene riscontrato un arresto cardiaco: nemmeno nel caso in cui il tasto dello shock dovesse essere premuto per errore.

Il DAE – acronimo con cui viene indicato il defibrillatore semiautomatico esterno – può anche fornire al soccorritore delle indicazioni visive, che sono presenti sia sul dispositivo che sugli elettrodi, in modo tale che egli possa essere guidato ancora più facilmente. Un defibrillatore da solo non è sufficiente per riuscire a salvare la vita di chi ha avuto un arresto cardiaco: è necessario, infatti, che lo stesso venga utilizzato nel minor tempo possibile. Le probabilità di sopravvivenza si riducono del 10% per ogni minuto che passa.

Anche questo è il motivo per il quale tutti i luoghi in cui viviamo dovrebbero essere cardio-protetti: sempre più spesso i DAE vengono installati, oltre che nelle scuole e nelle palestre, anche in luoghi pubblici, come centri storici o impianti sportivi. D’altro canto, ognuno di noi dovrebbe seguire un corso ad hoc per imparare a usare un defibrillatore semiautomatico esterno: un impegno di poche ore, che però si potrebbe rivelare indispensabile per salvare una vita in una situazione di emergenza in attesa dell’arrivo di operatori sanitari e soccorritori dotati di strumenti ad hoc.

Corsi BLSD: ecco perché sono sempre più importanti

corsi BLSD stanno diventando sempre più importanti, anche in virtù delle recenti normative che hanno imposto a tutte le associazioni sportive di dotare i propri impianti di defibrillatori per prevenire le morti sul campo dovute ad arresti cardiaci. Vale la pena di imparare a conoscerli più da vicino, partendo dal significato della sigla: BLSD è l’cronimo di Basic Life Support and Defibrillation, espressione che potremmo tradurre come supporto di base alle funzioni vitali e defibrillazione. Si tratta, in pratica, di una tecnica di primo soccorso che si fonda sulla rianimazione cardiaca e polmonare, ma che include anche altre manovre a sostegno delle funzioni vitali.

L’associazione Life Academy che aiuta chi sta cercando un corso BLSD a Udine ci riporta qualche dato significativo a riguardo. Per capire il valore dei corsi BLSD è sufficiente sapere che nel nostro Paese ogni anno sono più di 60mila le persone che sono vittime di arresto cardiaco: più di 160 al giorno. Il problema è che senza un intervento istantaneo le probabilità di sopravvivenza sono molto prossime allo zero. Per questo motivo c’è bisogno delle manovre BLS, che consentono di moltiplicare le possibilità di sopravvivenza. Solo negli ultimi anni si è diffuso il principio secondo il quale la cultura del primo soccorso non deve essere appannaggio esclusivo degli operatori sanitari e dei professionisti del settore, ma deve essere diffusa a tutta la comunità. A volte poche manovre di rianimazione, di semplice attuazione, possono essere sufficienti per evitare la morte di una persona.

Chi prende parte ai corsi BLSD ha l’opportunità di imparare le tecniche di base a supporto delle funzioni vitali e può scoprire in che modo si deve far fronte a una situazione di emergenza in attesa che giungano gli operatori del 118: è importante, in particolare, conoscere e saper usare il DAE, vale a dire il defibrillatore semiautomatico esterno, in modo da garantire un’assistenza adeguata non solo a chi è colpito da un arresto cardiaco o da un arresto respiratorio, ma anche a coloro che subiscono un soffocamento dovuto a un corpo estraneo. I corsi BLSD non includono unicamente la rianimazione polmonare e cardiaca ma comprendono anche le manovre di disostruzione.

Per tutte le attività sportive non agonistiche, il defibrillatore è diventato obbligatorio dal 1° luglio dello scorso anno, sulla base del decreto del 26 giugno del 2017 del Ministero della Salute e del Ministero dello Sport. L’obbligo di dotarsi del Dae riguarda tutte le associazioni e tutte le società sportive dilettantistiche (oltre, ovviamente, a quelle professionistiche) che praticano una disciplina sportiva riconosciuta dal Coni (in tutto sono poco meno di 400 discipline).

Tutti gli impianti sportivi devono essere muniti di un defibrillatore di questo tipo, e in occasione delle competizioni che vedono coinvolte le associazioni è richiesta la presenza di un soggetto adeguatamente formato per l’impiego del dispositivo. Per altro, la legge vincola al ricorso a certificazioni mediche per tutti coloro che svolgono attività sportive amatoriali o non agonistiche, al fine di ridurre l’impatto della cosiddetta morte cardiaca improvvisa: essa è rappresentata da un decesso improvviso dovuto a cause naturali e non anticipato da sintomi premonitori, che interessa una persona la cui salute non fa immaginare un rischio simile.

L’ipertensione arteriosa: cos’è, sintomi e come contrastarla

L’ipertensione arteriosa è una condizione cronica, e rappresenta una delle patologie più diffuse nei paesi industrializzati. Si calcola che il 20% della popolazione adulta sia affetta da questa malattia. L’ipertensione è uno stato estremamente subdolo, poiché è silente e non comporta particolari sintomi. Per questo motivo è definita “killer silenzioso”, poiché può provocare danni molti gravi e, nei casi più estremi, la morte. L’ipertensione arteriosa è uno stato in cui la pressione arteriosa a riposo è notevolmente superiore rispetto ai valori standard. Per fare un esempio pratico si può parlare di ipertensione in due occasioni. Nel primo caso la pressione arteriosa minima, detta anche pressione diastolica, supera costantemente i 90 mm/Hg. Nel secondo caso la pressione arteriosa massima, detta anche pressione sistolica, supera costantemente i 140 mm/Hg. L’ipertensione è definita nel gergo più comune “pressione alta”.

Sono diverse le cause che, nel corso della giornata, possono provocare un innalzamento o un abbassamento improvviso della pressione arteriosa. Di notte la pressione è bassa, ma inizia a salire appena sveglia nel corso della giornata, raggiungendo il picco a mezzogiorno. Dopo pranzo la pressione tende ad abbassarsi, per poi rialzarsi nuovamente nelle tarde ore pomeridiane. La pressione aumenta nel corso di un’attività fisica, e l’entità dell’aumento dipende dall’intensità e dalla durata dell’esercizio o dello sforzo. Stati particolari di ansia, stress o forti emozioni provocano un innalzamento della pressione. Situazioni calme e rilassanti invece favoriscono un abbassamento della pressione.

Esistono quattro gradi di ipertensione che determinano la gravità della situazione. Si parla di ipertensione lieve (pre-ipertensione) quando l’aumento supera i 130/85 mm/Hg, ma è inferiore ai 139/89 mm/Hg. L’ipertensione allo stadio 1 si verifica quando l’aumento supera i 140/90 mm/Hg, ma è inferiore ai 159/99 mm/Hg. Nell’ipertensione allo stadio 2 l’aumento supera i 160/100 mm/Hg, ma è inferiore ai 179/109 mm/Hg. Infine si parla di ipertensione allo stadio 3, la più pericolosa, quando l’aumento pressorio è maggiore o uguale a 180/110 mm/Hg.

Esistono diversi fattori che posso incidere negativamente sull’organismo, favorendo le condizioni per la creazione dell’ipertensione. Gli studi hanno evidenziato alcune possibili cause: predisposizione genetica; abitudini alimentari sbagliate (abuso di caffeina, sale, alcol); sovrappeso; età avanzata; sedentarietà; depressione; squilibri ormonali. L’ipertensione non curata in modo opportuno provoca un danno ai vasi sanguigni. I rischi sono molto alti, e possono causare nella peggiore delle ipotesi aneurismi, insufficienza cardiaca, attacchi di cuore, ictus, malfunzionamenti dei reni, deficit di memoria e demenza. É fortemente consigliata una visita medica per valutare la pressione arteriosa, da misurare con un apposito sfigmomanometro (o con altri misuratori di pressione). Sono necessari anche controlli più approfonditi come: esame del sangue, esame delle urine, esami radiologici, holter pressorio ed elettrocardiogramma.

Come contrastare l’ipertensione arteriosa? Innanzitutto bisogna condurre una vita sana, praticando costantemente un’attività fisica ed evitando eccessi di sale, fumo ed alcol. Una vita sana richiede anche un sonno profondo e continuativo nelle ore notturne. Se nonostante i vari accorgimenti l’ipertensione continua ad essere presente, è necessario ricorrere a farmaci specifici. Si tratta di medicinali anti-ipertensivi, che comprendono: diuretici, calcio-antagonisti, beta-bloccanti, inibitori del sistema renina-angiotensina e vasodilatatori. La terapia va ovviamente stilata in base al grado di ipertensione. Infine lo yoga è un ottimo rimedio naturale per controllare lo stress e normalizzare la pressione arteriosa.

Gli alimenti più indicati per combattere la rinite allergica

La primavera porta in dote sole e temperature miti, ma purtroppo anche gli allergeni che provocano la rinite allergica, detta anche raffreddore da fieno. Molte persone sono allergiche ai pollini rilasciate da alcune piante, in modo particolare le graminacee e la paritaria. Anche i soggetti non predisposti alle allergie possono incappare nella rinite allergica. Tale evenienza può verificarsi se le difese immunitarie dovessero abbassarsi per qualche motivo. I risultati? Starnuti a gogo, difficoltà di respirazione e lacrimazione degli occhi. Questa condizione colpisce purtroppo molte persone, che soffrono maledettamente nel periodo primaverile. Come ci spiega la farmacia di Udine Pelizzo seguito ad alcune ricerche sono però stati individuati degli alimenti, capaci di contrastare o quanto meno di ridurre gli effetti della rinite allergica.

Un ottimo ingrediente contro la rinite allergica è la curcuma, una spezia utilizzata da tantissimo tempo nella cultura indiana e cinese. La curcuma ha notevoli capacità anti-infiammatorie, e può essere impiegata per insaporire diversi piatti: dal pesce alla carne, dalle verdure alla pasta. I funghi, grazie all’alto contenuto di selenio, sono degli ottimi alleati per contrastare il raffreddore da fieno. Altro aroma che può essere utilizzato in diversi piatti è il rosmarino. Al suo interno c’è l’acido rosmarinico, un polifenolo naturale in grado di sopprimere le reazioni allergiche.

Una mela al giorno toglie il medico di torno, ma tiene alla larga anche le allergie. Secondo alcuni studi giapponesi, i polifenoli nella mela sono molto efficaci nel ridurre i sintomi della rinite allergica. In base ad alcuni esperimenti la quercetina, uno dei polifenoli più importanti della mela, si è dimostrata molto efficace nel prevenire le reazioni allergiche. Sono molto indicate anche le acciughe, ricche di selenio, che forniscono un’ottima quantità di acidi grassi anti-infiammatori omega 3. Altro alimento da consumare con una certa regolarità è la senape per le sue peculiari proprietà. La senape infatti è ricca di vitamina C, vitamina E ed altri nutrienti capaci di abbattere l’istamina, ridurre i radicali liberi e contrastare le infiammazioni.

Le foglie di tarassaco contengono tanta vitamina C ed una buona quantità di vitamina E. Il loro impiego è molto variegato, poiché possono essere utilizzate nelle insalate e negli infusi di erbe. Il tarassaco ha però un sapore piuttosto amarognolo, quindi può essere assunto anche in compresse. L’aglio è un vero alimento “tuttofare”: previene il cancro, combatte le malattie cardiovascolari e riduce il rischio di ipertensione. L’aglio è in grado di apportare diversi benefici all’organismo, contrastando anche la rinite allergica. Il suo sapore però è tutt’altro che gradevole, quindi può essere assunto sotto forma di integratore.

semi di lino, grazie all’elevata quantità di selenio, possono alleviare i sintomi della tosse e della rinite allergica. I semi di lino sono anche un’ottima fonte vegetale di acidi grassi omega 3, molto efficaci nel ridurre i rischi ed i sintomi della rinite allergica. Recenti studi hanno dimostrato che anche i semi di girasole apportano notevoli benefici alle persone allergiche. I semi di girasole sono ricchi di calorie e grassi, quindi vanno assunti con una certa moderazione. Questi alimenti contengono molti nutrienti capaci di prevenire le reazioni allergiche provocate da altre sostanze.

Vegano e vegetariano, quali sono le maggiori differenze?

Se ti stai chiedendo qual è la differenza tra vegano e vegetariano, probabilmente ti interesserà iniziare uno dei suddetti percorsi.

Ma qual è lo stile di vita che conduce un vegano? E che differenze ci sono con un vegetariano? Nonostante entrambi hanno scelto di abolire sia pesce che carne, ci sono diverse diversificazioni abbastanza importanti.

Vegetariano: che stile segue? Cosa mangia?

Vegetariani e vegani seguono più o meno le stesse ideologie. Il vegetariano rappresenta quel gruppo di gente, che ha deciso di togliere dall’alimentazione, la carne proveniente da ogni animale esistente sulla terra.

Ma questa categoria non si sofferma a quanto detto, infatti bisogna fare una distinzione ben più ampia:

  1. Latto-ovo-vegetariane: gruppo di persone che mangiano uova, latticini e latte.
  2. Latto-vegetariani: gente che mangia sia formaggi che latte, tranne le uova.
  3. Ovo-vegetariani: come si può ben intuire, è chi ha deciso di mangiare solamente uova, senza includere formaggi o latte.

Da un po’ di anni è nata la tendenza di esser definiti “semi /quasi vegetariani”. Ovvero quegli individui che una volta alla settimana al massimo, si concedono cibo come volatili, pesce o carne.

Qual è lo stile di un vegano?

Il vegano indispensabilmente segue un’alimentazione rigida (vedi dieta vegana), senza che sia incluso alcun tipo di cibo che provenga da un animale.

La maggior differenza tra vegetariano e vegano, sta proprio nel fatto che quest’ultimo sia molto ristretto e il cibo dev’essere esclusivamente di origine vegetale.

Latte o uova per un vegano, sono da escludere immancabilmente. Il vegano al contrario di un vegetariano, pone molta attenzione anche all’abbigliamento.

Pellicce, lana, seta, o cuoio, sono materiali che un vegano odia terribilmente. Proprio perché la sua filosofia non si sofferma al piano alimentare, ma è una lotta costante contro chi sfruttare l’essere animale per vestirsi o cibarsi.

Stile di vita di un vegetariano e vegano

Se da un lato il vegano pone un occhio di riguardo anche all’abbigliamento, il vegetariano no. Così come il vegano non partecipa a spettacoli come il circo o laddove sia messo in mostra un animale.

Il movimento animalista pensa anche e soprattutto all’ambiente. Infatti secondo delle ricerche accurate, più aumenta la produzione della carne, maggiore sarà l’inquinamento della terra in cui viviamo.

Meglio vegano o vegetariano? Considerazioni e polemiche

Una frase che avrai sentito molto spesso è “meglio vegano o vegetariano?”. In realtà nessuno dei due prevale sull’altro, sono due modi talmente simili, ma quanto diversi di affrontare lo sfruttamento animale.

I dibattiti sui social e non solo, si ripetono giorno dopo giorno. I vegani sostengono che i vegetariani non sono a conoscenza del reale significato dei derivati come uova e latte.

Capita molto spesso che è più probabile che un vegetariano si converta in vegano che viceversa. Questo accade per chi vive profondamente il principio del movimento animalista, sia sul piano alimentare che come stile di vita.

Peso ideale per una Donna: Calcolalo adesso

Per calcolare il peso ideale di una donna, non bisogna obbligatoriamente essere un medico. Quello che importa maggiormente, è essere a conoscenza dei fattori che influenzano il peso e come equilibrarli.

Per effettuare il calcolo esatto di una donna o uomo che sia, si fa riferimento al BMI. Non è altro che l’indice che indica la massa corporea di una persona.

Questo valore potrebbe non essere sufficiente se considerato da solo, il calcolo si esegue con la divisione dei chili per il quadrato dell’altezza, raffigurata in “m”.

Come raggiungere il peso forma

La prima regola per raggiungere il peso forma è senza dubbio quella di non seguire il trend dei food. Piuttosto pensa a seguire una sana alimentazione, rispettando i relativi pasti.

Qualora si mangiasse in modo errato, al di la dei problemi definiti “estetismi” e smagliature che una donna può accusare, si susseguono complicazioni ben più gravi, come ipertensione, valori disordinati ed eventuale diabete.

Per determinare il peso giusto, i valori da considerare sono i seguenti:

  • Peso;
  • Altezza;
  • Sesso;

Il peso forma di una donna si differenzia da quello maschile, per un semplice fatto di struttura corporea umana. Per esempio la “massa grassa” in un corpo femminile, generalmente è presente nel 25% di tutto il corpo.

Con precisione un 10% in più rispetto all’uomo. Ma così come è maggiore la massa muscolare di una donna, che a differenza del sesso opposto, nel genere femminile quest’ultima si forma soprattutto sulla parte inferiore.

Individua la tua corporatura

Come spiegato precedentemente, la corporatura di un uomo e quella di una donna, è differente. Il genere femminile. Ecco tre tipi di ossatura a cui far riferimento, per il calcolo del peso corretto:

  1. Brevilinea (ossatura pesante/grossa)
  2. Normolinea (ossatura nella media)
  3. Longilinea (ossatura leggera o decisamente piccola)

Ora non ti resta che prendere le misure in centimetri, rispetto alla circonferenza del tuo polso (il destro). Il risultato dovrà essere confrontato, con le misure che vedi in tabella:

Adesso per se hai raggiunto o superato il tuo peso forma, confronta tali dati:

  • Longilineo > 10,9 = in questo caso il carico del tuo corpo è alto rispetto alla norma. Bisogna ridurlo di almeno il 5%.
  • Normolineo tra 9,9 e 10,9
  • Brevilineo < 9,9 = il carico ideale del tuo corpo è maggiore, si deve aumentare del 5%.

Qualora tu sia una persona sportiva o atleta di bodybuilding e attività similari, per calcolare il peso forma sarebbe bene che parlassi con un medico.

Questo perché chi pratica tali sport, se confronta e calcola tutto ciò che è stato detto, potrebbe non rispecchiare i valori reali, per una eventuale massa grassa in eccesso.

Bilance innovative per il calcolo del peso forma

Da un po’ di tempo sono uscite sul mercato le cosiddette bilance “Smart”. Dispositivi pensati proprio per calcolare automaticamente il peso forma.

La differenza rispetto alle tradizionali bilance, è che queste smart (configurabili con uno smartphone per monitorare il peso), indicano le percentuali di massa grassa, dell’ossatura e dei liquidi presenti.

Bacche di Goji

Le bacche di Goji stanno guadagnando l’approvazione in tutto il mondo per i loro immensi benefici salutari e qualità nutrizionali.

Questa bacca è leggermente agrodolce nel gusto e ha una consistenza gommosa e la forma paragonabile all’uvetta. Può essere preparata in un tè, trasformata in bevande liquide, aggiunta a zuppe e cibi crudi.

Il contenuto nutrizionale di questo piccolo e sorprendente frutto è incomparabile con qualsiasi altra sostanza naturale che si trova in tempi moderni.

E‘ stato clinicamente verificato che se consumate regolarmente in quantità ottimali possono guarire diversi disturbi e risolvere molti problemi.

Le bacche di Goji sono una ricca fonte di antiossidanti, tra cui beta-carotene e zeaxantina.

La funzione di queste sostanze nutritive è quello di salvaguardare la retina dell’occhio e agire come antiossidanti.

Le bacche di Goji crescono abbondantemente in Tibet e sono tradizionalmente conosciute dai tibetani per il loro alto contenuto di sostanze nutrienti. I medici Lama e i mongoli nomadi e tibetani hanno l’idea tradizionale che il consumo regolare di queste bacche favorisce una lunga vita attiva e felice.

Queste bacche possono essere uno dei migliori alimenti anti-invecchiamento a disposizione di chiunque. Queste bacche sono state utilizzati in Cina per migliaia di anni per migliorare la salute e la longevità. E’ stata fatta una ricerca nella Cina moderna per spiegare come la bacca di Goji fa bene alla salute del corpo umano.

Alcuni dei benefici che possono essere ottenuti da queste bacche:

  • contribuiscono a migliorare la vita
  • contribuiscono a mantenere la pressione arteriosa a un livello sano
  • hanno proprietà di anti-invecchiamento
  • abbelliscono la pelle
  • sono valide nelle diete ipocaloriche
  • aiutano a prevenire il cancro

Questo non è certo un elenco esaustivo di tutti i benefici di goji che si possono trovare sull’argomento. Queste bacche sono considerate un superfood cinese e sono state utilizzate nella medicina asiatica tradizionale per molti secoli!

Alcuni dei benefici di goji noti risalgono all’antica Cina, e alcuni sono stati scoperti più recentemente, tuttavia, non ancora è stato fatta un esauriente ricerca per convalidare queste affermazioni. Questo è un peccato, in quanto queste bacche stanno diventando sempre più popolari.

I benefici della bacca di goji derivano dal fatto che questo frutto è ricco di molte sostanze nutritive. Le bacche contengono 11 sali minerali essenziali e 22 minerali traccia, 6 vitamine essenziali, 18 aminoacidi, acidi grassi insaturi benefici, antiossidanti, e molti altri nutrienti che sono molto utili in molti modi.

Le bacche di Goji sono una scelta eccellente per coloro che stanno cercando in un’unica fonte benefici salutati. La bacca tibetana Goji è il migliore super-food antiossidante nel mondo. Questa bacca è un alimento eccellente di sostanze nutrienti in una categoria unica. Sulla base del suo profilo nutrizionale, questa bacca è paragonabile ad una centrale elettrica nutrizionale. Bene! Le bacche di Goji stanno avendo sempre più attenzione in tutto il paese!

Come Dimagrire Evitando 7 Errori Comuni

Perdere peso non è assolutamente semplice, ed è necessario procedere con calma, evitando diete drastiche che altro risultato non hanno che farci sentire male.

Se stai pensando di voler perdere quei chili di troppo, magari in vista della prova costume, ecco alcuni errori da evitare assolutamente.

Non fidarsi della TV

Sebbene gli show televisivi possano ispirare le persone a dimagrire, esse portano anche ad aspettative non realistiche circa il dimagrimento. Solo perché qualcuno in TV perde 10 chili in una settimana non significa che sia sicuro, sano, o realistico per voi fare la stessa cosa.

Come risolvere il problema: nel processo di dimagrimento mezzo chilo a settimana è una giusta quantità Alcuni studi hanno dimostrato che le persone che perdono tanto peso molto rapidamente hanno maggiori probabilità di guadagnarlo di nuovo.

E‘ importante essere pazienti e vedere ogni chilo perso come un enorme successo lungo il percorso.E ricordatevi che avete differenti modi per misurare i vostri progressi, o tenendo traccia del numero di centimetri persi o da come vi sentite i vostri vestiti addosso ad esempio. Pensate a tutti gli altri miglioramenti e benefici che state ottenendo dalla corsa, tra cui la riduzione dello stress, il miglioramento del sonno, l’aumento di energia, e la riduzione del rischio di molte malattie.

Privarsi di un cibo per cui si va matti

Potete supporre che essere a dieta o mangiare sano significa rinunciare a tutti i vostri cibi preferiti. Ma succede che se si fanno troppe rinunce questo porta di solito a mangiare troppo. Un giorno che crollate e allora davvero esagerate.

Come risolvere il problema: Se avete davvero forte attacchi di fame, è bene concedersi qualcosa. Provate ad evitare di esagerare mettendo solo una certa quantità di cibo di fronte a voi.

Mettete delle patatine in una piccola ciotola piuttosto che mangiale e tirarle fuori dalla busta, per esempio. Tutto ciò è particolarmente importante dopo una corsa o un allenamento duro, quando potreste sentire che un pasto a grande contenuto calorico sia giustificato.

In realtà, potreste finire per mangiare più calorie di quelle che avreste bruciato durante la corsa.

Consumare il cibo come una ricompensa

E’ molto comune per chi sta cercando di perdere peso consumare il cibo come ricompensa. Questo tipo di sistema potrà davvero far fallire i vostri sforzi di dimagrimento. Si può iniziare a utilizzare ogni piccolo pretesto per regalarsi un dolce ad alto contenuto calorico o di altra indulgenza quando si ha uno stimolo per loro.

Come risolvere il problema: piuttosto, quando raggiungete un traguardo nella corsa concedetevi ricompense non alimentari, come una pedicure, un massaggio.

Una volta raggiunto un traguardo specifico, scegliete una nuova pietra miliare e un altro trattamento non- alimentare per appagarvi.

Estrazione dentale semplice o complessa

Estrazione dentale semplice o complessa

Per estrazione semplice si intende quando il dente viene estratto con una specie di pinza dentale. Generalmente prima di tale trattamento vi è anestesia locale. Per estrazione complessa invece si intende quando un dente si è fratturato o frammentato e quindi deve essere estratto in varie parti in più fasi.

Un’altro esempio di estrazione complessa e quando un dente e talmente corroso o rotto da emergere solo con piccoli frammenti dalla gengiva e quindi non vi è la possibilità di agganciarlo con la pinza. In questo caso il dentista si regolerà come procedere. Anche nelle estrazioni complesse generalmente vi è anestesia locale.

Questo tipo di trattamento provoca un certo grado di dolore, sia in fase di trattamento sia qualche ora dopo. Comunque è un dolore gestibile con semplici antidolorifici. L’estrazione dentale si rende necessaria per diversi motivi o cause, per esempio quando un dente ormai e inesistente o infiammato, o quando causa troppo dolore perchè frantumato, ecc. ecc.

Estrarre dente del giudizio , ritenzione ed estrazione

I denti del giudizio sono gli ultimi denti a spuntare e sono quelli che maggiormente rimangono inclusi.  Le cause che portano questi denti a rimanere inclusi sono varie come mancanza di spazio, assenza di un attivo spuntare durante lo sviluppo delle radici, ecc.

Quando il soggetto è giovane bisogna evitare se possibile  l’estrazione dei denti del giudizio, diciamo però che bisogna tenere questi denti sotto controllo per fare questo si può determinare ( sempre relativamente ),  la mobilità e il modo in cui questi denti si evolvono, oltre i 20 anni se questi denti sono posizionati male possono essere estratti.

La ritenzione del dente del giudizio avviene quando il dente non riesce ad emergere o emerge poco, infatti la ritenzione parziale è quando una parte della corona emerge attraverso la gengiva, la ritenzione completa è quando il dente non erompe affatto. Quando ci sono questi problemi attraverso la chirurgia stomatologia eseguita in anestesia locale, questi denti vengono estratti per evitare conseguenze negative come dolore, infezioni, problemi ai denti adiacenti, ecc.

I denti del giudizio più soggetti a malposizioni, sono i denti del giudizio inferiori, ciò non toglie che anche quelli superiori possono dare problemi. Dopo l’estrazione si può formare edema, che scompare dopo qualche giorno; si può avvertire dolore che deve essere controllato, ( se necessario), attraverso antidolorifici, possono verificarsi anche gonfiore e leggero malessere, che fanno parte del normale processo di guarigione, alcune  volte dopo l’estrazione ci può essere febbre.

I denti del giudizio si chiamano  terzi molari,  generalmente maturano e spontano dai 18 ai 20 anni. Quando spuntano si avverte un leggero fastidio, alcune volte anche leggero dolore.

Cosa contengono le creme per il viso

Per mantenere la pelle del viso sana possiamo utilizzare le creme per il viso, di queste in commercio ce ne sono di tanti tipi e per tutti i tipi di pelle, quindi creme per pelli secche, pelli grasse, creme antirughe,
leviganti, ecc, ma quali sono gli ingredienti di base di queste creme? Tra i principali ingredienti troviamo la vitamina A chiamata anche Retinolo, questo serve a mantenere la pelle più elastica ed a stimolare la
produzione di collagene.

Troviamo anche altre vitamine come la C e la E, anche queste vitamine servono a mantenere la pelle più elastica. Altri ingredienti comuni sono gli AHA, questi generalmente derivano da principi attivi della frutta,
assenti pero’ in molte creme per pelli secche in quanto questi principi attivi sono molto aggressivi. Il nostro consiglio è quello di farvi consigliare da una persona esperta la crema adatta al vostro tipo di pelle ed alla
vostra età e quindi di utilizzare questa crema quotidianamente. Poi durante il periodo estivo evitate esposizioni troppo prolingate al sole ed applicate sempre una crema solare.

Bevete molta acqua e mangiate molta frutta e verdura, questo aiutera la vostra pelle a mantenersi giovane ed elastica. Evitate poi le lampade solari che possono danneggiare la pelle.

Creme viso e corpo fatte in casa fai da te

Ottimo è farsi le creme per il viso (ad esempio la crema alla bava di lumaca) e per il corpo a casa, infatti utilizzando ingredienti naturali reperibili in casa possiamo fare creme per il viso e per il corpo. Ecco alcune creme e prodotti naturali che possiamo fare da
soli a casa.

Crema per il viso fatta con 50 gr. di mandorle e un pò di miele, tritare le mandorle per bene e unirle al miele, lasciarle riposare per qualche giorno. Questa crema deve essere strofinata al viso e poi tolta
con abbondanti risciacqui.

Scrub per il corpo fai da te con ingredienti naturali, quindi unire un po’ di cacao e un po’ di sale fino e olio di oliva extra vergine, mescolare il tutto per bene, ecco fatto. Farsi le creme a
casa è un ottimo modo per avere prodotti sani e naturali ed è anche un ottimo modo per risparmiare.

Un ottimi modo che può aiutarvi a combattere la cellulite per esempio è preparare un composto a base di sale integrale nel quale insieme a 10 gocce di olio essenziale di cipresso, farlo riposare.
Dopodiche farsi un bel bagno caldo mettendoci il composto. Altro rimedio fatto in casa contro la cellulite è unire olio di mandorle, olio di pompelmo, olio essenziale di lavanda, unire e mescolare per bene il tutto,
massaggiarsi con questo olio due volte al giorno la parte interessata.