Come rimettersi in forma dopo la gravidanza

Con la gravidanza sono numerosi i cambiamenti con i quali, una donna deve confrontarsi. Dopo il parto guardarsi allo specchio fa uno strano effetto perché forme e curve generose sono evidenti e i cari e vecchi jeans giacciono nell’armadio in attesa di essere indossati nuovamente.

Nelle settimane dopo il parto, mediamente si perdono in modo naturale 7 kg. I restanti, sono depositati nell’organismo e generalmente si perdono nei successivi 6 mesi… ma non sempre questo accade.

A condizionare in modo importate la perdita di peso e la remise en forme, influiscono condizioni ambientali, alimentazione e attività fisica.

Prendersi cura di un bambino e di una casa richiede all’organismo molte energie. Una dieta ipocalorica per dimagrire velocemente, anche se è una fortissima tentazione, non è mai consigliata. Nutrizionisti e ginecologi esortano la mamma a seguire un regime alimentare sano, energetico e bilanciato. La produzione di latte infatti è condizionata dall’alimentazione.

Esistono delle regole d’oro per restare in forze e rimettersi in forma, vediamole insieme.

La giornata di una super mamma deve iniziare con una colazione completa; sulla tavola non devono mancare frutta fresca di stagione, fette biscottate integrali con marmellata, frutta secca. Un bicchiere di acqua tiepida con il limone possiede proprietà purificanti per il benessere di tutto l’organismo. Cereali e frumento integrale stimolano l’intestino apportando un buon valore nutrizionale energetico.

L’ingrediente da cui bisogna tenersi distanti è lo zucchero per mantenere un buon equilibrio glicemico; molto più salutari e produttivi gli zuccheri presenti nella frutta, una buona pera rende molto di più di una brioches al bar!

Un’alimentazione completa prevede l’apporto di carboidrati e proteine, entrambe indispensabili. A pranzo, un piatto di pasta integrale con il pomodoro va benissimo, abbondare poi con le verdure cotte è sempre salutare. Alla sera proteine a piacere: carne bianca, pesce, uova, indispensabili per sostenere il tono muscolare e preservare l’elasticità dei tessuti. In questa fase, per rimodellare il corpo e contrastare le smagliature sono molto importanti!

Fondamentali sono calcio e magnesio sia per la mamma che per il bebè. Si possono trovare nei formaggi, semi di sesamo, uova e cioccolato fondente. L’acqua che si sceglie deve essere ricca di sali minerali. Non si possono poi tralasciare gli acidi grassi essenziali o grassi buoni, noti come Omega 3 e Omega 6, si possono trovare in tanti tipi di pesce, mandorle nocciole, pinoli, semi di girasole e zucca.

L’attività fisica è importante per tanti aspetti. Riprendere gradualmente a muoversi è una forma di riattivazione che coinvolge il sistema sanguigno, i muscoli, il metabolismo, la psiche. Il primo allenamento salutare la mamma lo può compiere portando a spasso il bambino nella carrozzina. Una camminata di 30 minuti due volte al giorno riequilibra anche il sistema osteo-articolare. Se oltre alla camminata, la mamma riesce a ritagliarsi un po’ di tempo per frequentare una palestra, attività come nuoto ed esercizi specifici, la aiuteranno a recuperare molto prima la forma fisica e costituiranno una valvola di sfogo per uscire da casa in autonomia e distrarsi un po’.

I 5 metodi per ritrovare il proprio benessere

Nell’articolo parleremo di diete dimagranti, allenamento ad alta intensità, farmaci dimagranti, tossine da cui proteggersi e anche di un metodo giapponese degno di nota.

Allenamento: l’H.I.I.T.
Una metodologia di allenamento che sta avendo molto successo è quella dell’H.I.I.T, acronimo di High Intensity Interval Training. Il motivo del successo di questo tipo di allenamento è nella breve durata degli allenamenti: una sessione può durare dai 4 ai 20 minuti, consentendo anche a chi ha poco tempo libero da dedicare a sé stesso un metodo quotidiano per ritrovare il proprio benessere. Il metodo dell’H.I.I.T. consiste in una serie di esercizi di breve durata ad alta intensità alternati a periodi brevi di recupero attivo. Una sessione di allenamento consiste in un primo momento di riscaldamento, cui segue una serie di 6-10 ripetizioni di esercizi ad altra intensità intervallati da brevi esercizi di recupero, per concludere con un periodo di defaticamento della stessa durata di quello di riscaldamento.

Una dieta d’urto
La dieta Dukan è una dieta a forte impatto, caratterizzata dall’ampio consumo di alimenti proteici e dalla esclusione dei carboidrati. La dieta è suddivisa in 4 fasi. Nella prima, i pasti devono essere composti in grande parte da alimenti proteici, in modo da consentire all’organismo di conservare la massa magra (i muscoli) e utilizzare come riserva energetica quella grassa. Nella seconda fase si aggiungono alla dieta le verdure, mentre l’apporto di carboidrati rimane ai minimi. Nella terza fase si introducono farinacei, pane integrale e frutta, in modo da iniziare a costruire delle buone abitudini alimentari. L’ultima fase è definita “fase di stabilizzazione”: il rigido regime alimentare mantenuto nelle prime tre fasi della dieta cessa, per venire sostituito da uno più equilibrato, lasciato alla libera scelta di chi ha praticato la dieta finora e consapevole di non voler perdere i benefici maturati durante il percorso.

Proteggersi dalle tossine
Spesso non si è al corrente degli effetti che determinati alimenti hanno sul proprio metabolismo: si può, in questo caso, prevenire almeno uno degli ostacoli più grandi alla perdita di peso: la produzione di tossine. Una buona abitudine su tutte, in questo senso, è quella di consumare almeno 2 litri di acqua al giorno. In più, per drenare ulteriormente le scorie che rallentano il processi di dimagrimento, si può assumere ogni giorno un centrifugato disintossicante preparato in casa: 3 pomodorini, un cetriolo, mezzo limone e del prezzemolo.

Il “metodo” giapponese
C’è un precetto tra le abitudini alimentari giapponesi che recita “mangia finché non sei pieno all’80%”. Su una dieta standard di 2000 calorie, questo metodo consente di assumere 400 calorie in meno. Se l’obiettivo è perdere peso ma a tavola si è dei voraci divoratori di cibo, il consiglio è quello di mangiare fino a sentirsi sazi per metà, aspettare mezz’ora e poi prendere un dolce oppure un frutto. Questo perchè i segnali del senso di sazietà emessi dal cervello impiegano 30 minuti per arrivare al corpo, e questo è un buon metodo per “ingannarli”.

Farmaci dimagranti
L’unico farmaco che prenderemo in considerazione è l’unico autorizzato in Italia per il trattamento medico dell’obesità. Si tratta dello Xenical, che si trova sotto forme di compresse. Il principio attivo del farmaco è l’orlistat: preso dopo il consumo di un pasto ricco di grassi, questa molecola inibisce gli enzimi che regolano la metabolizzazione del grasso.

Stregoni e stregati, credenze odierne

La particolarità dei tempi moderni è l’avanzare sempre più della tecnologia legata a internet. Quante ricerche ci sono ogni giorno nel web? Legate ad ogni sorta di argomento, ma cio’ che andremo ad analizzare è l’argomentazione spirituale, mistica e folcloristica vista dai numeri statistici di Google. Diamo per scontato che chi non ha già affrontato ricerche simili non possa capacitarsi del numero enorme che l’esoterismo nel web smuove. Per i problemi d’amore esiste una chiave di ricerca apposita chiamata Legamenti d’amore, più di duemila persone ogni mese cercano questa frase per curiosità e per risolvere i loro problemi facendo affidamento a una figura mistico-esoterica, o ancor più spesso ai cartomanti.

Nella top ten dei risultati nazionali troveremo anche la parola “oroscopo” che da solo vanta più di due milioni di ricerche mensili, avete capito bene…2.000.000 di ricerche. Dunque il pensiero sorge spontaneo, siamo un popolo di creduloni o stiamo cercando sempre più un supporto spirituale e quasi magico ai problemi quotidiani? Potremmo continuare questa ricerca con tantissime altre parole ricercate ma senza contestualizzare la tipologia di utente sarebbe vanificata. L’utente medio nelle ricerche spirituali è donna, questo dato è chiaro, sarà la sensibilità femminile o l’approccio sentimentale del gentil sesso che provoca interesse nella lettura di carte o nella lettura dell’oroscopo, questo non è dato saperlo, ma senza ombra di dubbio le donne sono attratte da ogni forma di mistero. La fascia d’età è molto varia, dai 18 ai 30 per ricerche legate specialmente al mondo della magia e della divinazione mentre saliamo di fascia, quindi dai 30 ai 45 per ricerche inerenti a crescite spirituali, pensiero positivo e cambiamenti.

 

Non finisce qua, in effetti se oltre alla domanda c’è tanta risposta e migliaia di pagine scritte pare sempre più evidente che giorno dopo giorno la società invece che allontanarsi, grazie al progresso della tecnologia e della scienza, si avvicina sempre di più. Il materialismo che ha portato all’impoverimento dei rapporti sociali sta forse perdendo spazio e lasciandolo alla ricerca di nuovi sentimenti e spiritualità? Purtroppo talvolta dietro a tante ricerche si denota una forma di crisi sociale. Per essere specifici parliamo ad esempio di superstizioni come il malocchio, la paura di ricevere una fattura e tanto altro. Non crediate che siano realtà presenti solo in sud Italia, anzi, risultano dai grafici ben dislocate in ogni regione, con delle punte d’interesse in Lombardia. Cio’ significa che l’argomento affascina quanto impaurisce, e che tale paura è quasi atavica e riemerge nel momento storico sociale nel quale le persone risultano star peggio. Tuttavia una interessante ricerca su indovini e sensitivi dimostra come siano un evergreen sia in momenti di massima esplosione sociale, di ricrescita economica, così come nei momenti cupi, di crisi economiche, sociali e talvolta religiose. Questo fa del folclore e della magia in ogni sua forma, dal new age alle wicca, dai cabalisti agli spiritisti, un elemento sempre valido di discussione. Dividendo il mondo in chi crede e chi non crede potremmo così essere sorpresi dal fatto che anche chi non crede, mantiene un alone di rispetto e di superstizione attorno a certe pratiche. Questo forse, da millenni fa parte del dns umano che necessita di cercare risposte che concretamente non possono arrivare.

Pillole per dimagrire: dagli integratori fino alla Feraxamina

C’è chi le ha provate tutte e non nota cambiamenti. C’è chi invece dieta ed esercizio non li vorrebbe neanche iniziare, dato che sul mercato esistono pillole per dimagrire, che promettono miracoli indolori e in poco tempo.

Un esempio di cui si è fatto un gran parlare è la Feraxamina. Vediamo insieme quali sono le sostanze più efficaci ed approvate, ma anche gli effetti collaterali che queste possono scatenare sull’organismo.

Le pastiglie di sibutramina e quelle di orlistat.

Le uniche pillole per dimagrire approvate sono la sibutramina e l’orlistat. La prima stimola il senso di sazietà, portando chi la assume, a consumare meno cibo. È stata nuovamente bandita dal mercato nel 2010, visto che i suoi effetti indesiderati superavano i benefici. L’orlistat invece, riduce l’assorbimento dei grassi assunti con la dieta. Ma essendo i suoi effetti molto simili a quelli provocati dall’efedrina (tachicardia, palpitazioni, ipertensione), non è indicata per le persone affette da malattie o condizioni cardiovascolari.
Nel 2015, l’agenzia europea per i medicinali ha approvato l’impiego di due nuovi farmaci: il Mysimba® e il Saxend®. Entrambi agiscono a livello neuronale, controllando il senso di sazietà, e riducendo dunque l’appetito.

Gli integratori per dimagrire

Ampio è poi lo spettro delle pillole per dimagrire con funzione di integratore. Sono più facili da reperire, ma i loro effetti positivi sono inferiori rispetto a quelli garantiti dai farmaci. Oltre a modulare l’assorbimento di grassi e zuccheri, appagano rapidamente, se assunti insieme a generose quantità d’acqua. Alcuni esempi noti sono la crusca, la carragenina, l’agar agar, la gomma di Guar e la pectina, sostanze che si trovano anche negli alimenti confezionati. Se ne sconsiglia l’uso di tipo terapeutico a pazienti con ostruzioni o infiammazioni intestinali. Inoltre, gli integratori di fibre hanno lo svantaggio di compromettere l’assorbimento di importanti minerali essenziali quali calcio, fosforo, magnesio e zinco.

Il miracolo Feraxamina

La Feraxamina è un farmaco che stimola un recettore (il X farnesoide) della digestione. Il suo raggio d’azione rimane limitato all’intestino, pertanto è l’unica, tra le pillole per dimagrire, a non aver riportato, in fase di sperimentazione, alcun effetto collaterale. Essa non sopprime lo stimolo della fame, ma innesca i processi metabolici anche in assenza di cibo, portando l’organismo a bruciare le riserve che ha.

Gli studi da laboratorio hanno confermato che questo meccanismo riduce l’adipe ma anche i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue. L’unico limite della Feraxamina è che non agisce, ad esempio, sui livelli di sodio, e dunque sulle sue conseguenze sul sistema cardiocircolatorio. Inoltre non interviene sulle cause che comportano un aumento di peso, come abitudini scorrette, squilibrio endocrino e traumi psicologici.

Parliamo di.. cellulite e possibili applicazioni

A proposito di salute e benessere, oggi parliamo di cellulite e delle possibili applicazioni per far passare questo inestetismo mal sopportato dalla maggior parte delle donne.

La cellulite nasce a causa di un problema riguardante l’accumulo delle scorie sulla pelle e in particolare la difficile eliminazione delle stesse per mezzo della microcircolazione dell’epidermide: può esserci ad esempio un problema nello smaltimento delle stesse dovuto alla scarsa microcircolazione della zona ma anche un aumento eccessivo di produzione delle scorie dovuto a cattive abitudini che possono essere sia di natura comportamentale che dovute alla dieta.

Naturalmente modificare questi aspetti della propria vita e cercare di adoperare uno stile di vita più sano sono uno dei rimedi anticellulite più efficaci; assieme a questi ultimi però esistono anche degli “aiuti” che si possono avere per eliminare problemi di questo genere dovuti alle creme snellenti e ai massaggiatori anticellulite.

Le creme snellenti sono delle particolari pomate che, costituite da ingredienti differenti ma solitamente naturali, possono aiutare a migliorare la circolazione grazie all’idratazione della zona della pelle ma anche a bruciare i grassi in eccesso che possono essersi accumulati a livello superficiale. Alcuni degli ingredienti più utilizzati sono il caffé e il cacao per le loro azioni snellenti ma esistono moltissimi altri ingredienti che combinati fra loro possono portare a risultati tangibili.

Le migliori creme anticellulite provengono da diverse aziende, le più famose sono quelle come la Somatoline e la Guam.

I massaggiatori anticellulite come rimedio da conoscere

Come abbiamo detto prima esistono diverse cause che possono causare la cellulite; una di queste cause è appunto la circolazione a livello superficiale più carente e pertanto un cattivo processo di eliminazione delle scorie, che alla fine dei vari processi fanno più fatica ad essere espulse.

Con il massaggio dei massaggiatori anticellulite (ne esistono di diversi tipi) è possibile ottenere dei risultati interessanti che possono portare a una migliore circolazione e quindi a una diminuzione della cellulite sensibile.

Esistono tanti tipi di massaggi anticellulite, solitamente noi distinguiamo in due macrocategorie: i massaggi effettuati a mano da esperti massaggiatori (parliamo di persone concrete) e i massaggi automatici o comunque realizzati tramite oggetti. Sicuramente in termini di relax sono molto più rilassanti e piacevoli i massaggi effettuati a mano ad esempio nei centri benessere, ma senza ombra di dubbio questi massaggi vi costeranno un occhio dalla testa e non tutti sono in grado di permetterseli.

Il secondo tipo di massaggi, i massaggi anticellulite effettuati per mezzo di strumenti, sono sicuramente più economici e a parte la noia di dover fare da sé, non sono inefficaci rispetto all’altra tipologia. I massaggiatori anticellulite si dividono in più tipi, come i massaggiatori elettronici, i massaggiatori anticellulite elettronici a raggi infrarossi, i massaggiatori anticellulite in legno o plastica senza elettricità.

Per conto nostro la cosa migliore, come suggeriscono i nostri amici di massaggiatoreanticellulite.it, è affidarsi ai massaggiatori anticellulite elettrici, che permettono di faticare sicuramente molto di meno e di ricevere comunque un massaggio che risponda a un certo standard di qualità.

I migliori modelli presenti sul mercato per quanto riguarda i massaggiatori anticellulite sono quelli della BEPER, ma anche ARDES e altre marche presenti in tutti i negozi online non scherzano. Il portale online che abbiamo citato poco fa effettua recensioni sui massaggiatori anticellulite, paragonandone le caratteristiche e i prezzi, richiedendo le opinioni degli acquirenti in merito a esperienza di acquisto e di utilizzo del prodotto.

Conclusioni

Ricapitolando quindi, oggi abbiamo parlato dei due principali metodi per diminuire la cellulite ancora utilizzati oltre la sana eliminazione delle cattive abitudini a livello alimentare e a livello comportamentale, come le creme snellenti e i massaggiatori anticellulite; se avete delle altre considerazioni da fare riguardanti altri metodi per eliminare la cellulite ci raccomandiamo di segnalarle come sempre lasciando un commento a questo articolo.

Iride color giallo: quando allarmarsi

Iride Gialla: Sappiamo bene che i pigmenti degli occhi presentano dei colori assolutamente naturali.

Sui libri di medicina si è soliti affermare che qualunque tipo di iride che presenta sfumature cromatiche differenti da quelle a cui siamo solitamente abituati, potrebbe essere il sintomo di qualcosa che non va. Guardarsi allo specchio e notare la presenza di un colore giallognolo all’interno dell’occhio o attendere che lo faccia notare qualche amico che incrocia il nostro sguardo durante una conversazione non fa differenza. Giungere alla consapevolezza di avere dei toni tendenti al giallognolo può far sentire protagonisti di un romanzo giallo dal finale imprevisto. Parte della stesura conclusiva del nostro racconto dipenderà dalla nostra capacità di prendere le redini della situazione. Solo una volta raggiunto questo primo obiettivo potremmo porre un rimedio alla questa condizione, agendo tempestivamente, ma soprattutto diagnosticando con cura le cause da cui potrebbe dipendere.

L’indagine iridologica

Un ottimo strumento per scoprire se qualcosa nel nostro corpo non funziona risulta essere l’indagine iridologica. Si allude a quella branca parallela alla medicina ufficiale, definita “alternativa”, volendo spesso demarcare una valenza negativa, che invece non merita. L’Italia è ricca di centri d’iridologia dove è possibile sottoporsi ad una mappatura dell’iride. Scoprire a quali problemi “interni”, apparentemente invisibili all’occhio umano, corrispondono invece dei segni o delle pigmentazioni anomale riscontrate lungo il collaretto, ma anche sulla stessa sclera, è il compito estremamente interessante, a tratti magico, che si cela dietro il lavoro di un medico iridologo. Sottoponendosi alle fotografie e agli ingrandimenti di un iridoscopio professionale è pertanto possibile non solo risalire al significato delle iridi gialle, ma anche qualunque altro di segno o particolare che lasci pensare ad un disturbo in corso o ad una intolleranza a qualche alimento.

Occhi gialli

Non stiamo parlando di persone con uno sguardo particolare o magari sì. Il punto è che l’attenzione che vogliamo dare a questo tipo di manifestazione non deve avere carattere estetico, ma finalità mediche. E’ molto più che una coincidenza ritrovarsi al cento per cento in affermazioni come “lo specchio sono lo specchio dell’anima”. Cerchiamo quindi di andare un pelino più in profondità e non limitarsi alla mera superficie oculare. In tante occasioni, più che parlare di occhi strani o desumere bizzarre combinazioni combinazioni cromosomiche, basterà osservare dei cambiamenti nel colore degli occhi, che da marroni potrebbero iniziare a presentare delle macchiette gialle o degli elementi paglierini, per comprendere che il nostro benessere fisico è sotto attacco.

Le cause più comuni

Ittero. Non possiamo che citarlo tra le prime ragioni possibili. Il fegato e un po’ tutto il sistema epatico mostra dei segni di malfunzionamento. Bisognerà creare degli argini quasi immediati e stabilire dei cambi importanti a livello di dieta. L’eccessiva concentrazione di biriluna ci sta facendo a pezzi lentamente. Smettetela da subito con frutta secca come noci. State più calmi, le condizioni di stress non potranno che influire negativamente sull’intestino e quindi accentuare ancor di più il giallo nelle iridi. Sì invece ad agrumi come limoni ed arance, ottimi incentivi a fare spremute, ma non centrifugati, perchè per curare l’ittero e quindi il giallore negli occhi abbiamo bisogno di mangiare molte fibre.

Troppa melatonina. Sembrerà strano eppure il corretto funzionamento della ghiandola pineale influenza anche l’aspetto dei nostri occhi, nonché di conseguenza, la condizione di salute che stiamo vivendo. Correre troppo e inseguire i nostri impegni lavorativi in maniera eccessiva non vi porterà a nulla, se non ad un esaurimento. Chiudere gli occhi solo per poche ore a notte, senza finalizzare dei cicli del sonno oltre ad una debolezza e stanchezza continua, potrebbe aumentare la vostra necessità di integratori a base di melanina. “Occhio” a quello che state facendo nella vostra vita e ai farmaci che assumete. Il rischio di occhi gialli e dietro l’angolo. Ad ogni modo, una visita presso un iridologo online potrebbe aiutarvi a capire nel dettaglio che cosa mangiare e come combattere le cause del vostro male.

Dolci e Caramelle, croce e delizia

All’apertura di questo nuovo spazio on-line dedicato a caramelle&affini dobbiamo dire che moltissime persone non riescono a rinunciare al piacere di assaporare una caramella, mangiare un pasticcino o anche spingersi più in là magari sotto le feste o in occasioni particolari e che altrettante persone comunque calcolano anche la loro linea e a tal proposito bisogna anche dire che esistono dei trucchi – o sedicenti tali – atti a resistere ai morsi della fame, e tra i più conosciuti c’è proprio quello di chi consiglia il consumo di caramelle senza zucchero. Il consiglio per la maggiore che va in tal senso è quello che suggerisce il consumo – misurato – di chewingum o caramelle senza zucchero per placare “l’assalto” dei morsi famelici come ci mostra una nota pubblicità e ciò mantiene anche la bocca occupata, nel quadro di un regime dietetico rigido.
A questo punto nasce la domanda in chiunque davvero ci tiene alla sua dieta e che vede questa come un equilibrio da rispettare. La domanda è la seguente:
Ma le caramelle riescono effettivamente ad allontanare noi stesse e noi stessi dai cibi? O alternativamente a questo ragionamento una seconda possibile domanda sarebbe la seguente:
Magari invece rischia questo tipo di approccio di scatenare il senso del proibito e quindi una tentazione che tutto è tranne che salutare?
A questa seconda domanda sicuramente molte persone ci sono arrivate quindi vogliamo discutere proprio di ciò.

Volendo citare soggetti tipo al fine di esplorare – da non professionisti – la psicologia del fenomeno dobbiamo dire che diverse persone masticano costantemente e in maniera ripetuta durante il giorno volendo classificarle diremmo che lo fanno fumatrici e fumatori magari in stato di astinenza oppure persone che hanno avuto seri problemi di peso in precedenza e che oggi dopo mesi di sforzi sono riuscite a calare il loro peso corporeo e che consumano a piene mani costantemente e in maniera anche vorace caramelle diet. Oppure infine la personalità compulsiva che reprimendo magari la rabbia in quanto sentimento naturale e legittimo affondano anch’esse le mani nella confezione di caramelle sugar free.
Avendo evidenziato tre possibili consumatori e consumatrici di caramelle senza zucchero che comunque non si limitano nel consumo dobbiamo sottolineare che da un lato le caramelle dietetiche contengono meno grassi rispetto alle colleghe che hanno evidenziato sulla confezione lo zucchero come ingrediente tra gli altri, ma per l’appunto meno grassi significa che non sono completamente prive di zucchero quindi solo che quest’ultimo è ridotto rispetto alle sue colleghe per così dire.
Di conseguenza e basandoci su questa verità se si consumano 15 caramelle a basso contenuto di zuccheri al giorno comunque queste vanno ad inficiare su una dieta rigorosa che magari la persona in questione è andata ad adottare e che applica costantemente anche nel tempo presente. Sulla base di questo ragionamento il consumo alto di tali prodotti dolciari può andare ad inficiare precedenti e attuali sforzi fatti per mantenere la linea. Quindi se ancor prima di cominciare a mangiare certe prodotti vi basaste su questo ragionamento potreste a quel punto adottare un regime alimentare che contempli prodotti dolciari come le caramelle con minor dose di zuccheri senza comunque abusarne andando a sconvolgere i vostri propositi.

Caramelle Sugar Free. Si ma sempre con controllo

Oggi si può evitare di dover ricorrere alla chirurgia plastica dopo aver seguito una dieta irregolare per anni o prendendo troppo sotto gamba un regime alimentare dettato anche se solo all’apparenza non ci fa ingrassare scoprendo poi che salendo sulla bilancia e pur avendo seguito la nostra “amica dieta” magari dimenticandola qualche volta – senza dare a ciò peso – ed eccedendo con la caramelle o con qualcos’altro, lungi da noi dire e imporre una Dieta Vegana anche se la consideriamo molto valida e buona oltre che attenta all’ambiente tutto, pensiamo invece che sia l’autodeterminazione individuale che può far si di adottare una dieta, prendere qualche caramella diet e/o senza zucchero ma senza eccedere costantemente per poi lamentarsi di non essere calate di un chilo.

Noi siamo un sito che parla di dolcezza ma con un occhio sempre vigile anche alla forma e alle diete quindi il conto delle caramelle e dei dolcetti è un nostro argomento di discussione. Cercando un metodo per proseguire sull’intento di voler bene a noi stesse e a noi stessi mantenendo la nostra linea, dobbiamo dire che tirare le somme sulle caramelle o sui dolciumi in generale consumati nell’arco della giornata, è un criterio efficace oltre che molto utile per tenere sott’occhio le calorie ingerite.

Oppure invece delle caramelle – e si siamo proprio noi a dirlo ma solo in relazione al fatto che mantenere il proprio peso forma viene prima – potreste mangiare e assaporare altri alimenti più naturali ma comunque gustosi e ipocalorici. Esempi potrebbero essere:

Crackers integrali

Yogurt

Frutta secca
Voi a questo punto potreste pensare “ma allora tutti gli sforzi che faccio per mantenere la mia linea sono inutili!” non vi scoraggiate perché questo tipo di prodotti possono sotituire le caramelle e i dolciumi a basso contenuto di calorie solo se il vostro criterio di consumarli è compulsivo e per fortuna sappiamo che non per tutte e tutti è così.

Ok io mi sforzo! ma quanto c’è di veritiero nelle Etichette?

Se siete arrivate e arrivati a questa domanda allora significa che vi state volendo bene e che – pur non eccedendo – contemplate anche le caramelle light, senza zucchero e affini nella vostra alimentazione quotidiana. Avete presenti le etichette in grande sulle confezioni? Si? Bene non centrano nulla con ciò che interessa a chi sta facendo una dieta e può permettersi solo qualche leggero strappo.

Le nostre istruzioni sono infatti quelle di capovolgiamo la confezione e leggiamo quelle scritte microscopiche che appaiono e che sembrano solo infinitesimali macchiette sulla confezione stessa, li troveremo l’elenco che davvero ci interessa quello degli ingredienti, in questo elenco vengono riportate tutte le sostanze presenti nella composizione delle caramelle compresi gli additivi.


Lo zucchero comunque nella mentalità diffusa è ciò che contiene saccarosio ovvero un glucide formato da una molecola di glucosio e da una di fruttosio. Questo viene assorbito molto velocemente dall’organismo producendo un aumento del glucosio nel sangue. Ma non c’è solo questo zucchero nelle caramelle il destrosio è un altro di questi inoltre il saccarosio può essere proposto tra gli ingredienti in altre forme: zucchero di canna, zucchero invertito, sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio, maltosio. Quindi osservate bene l’etichetta prima di eccedere con le caramelle diet perché magari state contribuendo nel frattempo ad aumentare il vostro peso credendo di essere nel giusto.

Dolci dolci e ancora dolci, un mondo infinito

Individuato come peccato capitale nel testo sacro dei cristiani la gola è qualcosa alla quale non sappiamo spesso e volentieri resistere e per questa ragione esistono tantissimi produttori di dolciumi anche riconosciuti a livello internazionale e – oltre a ciò – esistono anche fiere dedicate alla quintessenza del piacere, il cioccolato in tutte le sue declinazioni possibili.

  • Cioccolato al latte

  • Cioccolato bianco

  • Alle Nocciole

  • Alla menta

  • Fondente per vari gradi

  • Alla cannella

  • Al peperoncino

E chi più ne ha più ne metta! E certamente resistere per lunghi periodi dalla assumere anche in una sola occasione almeno un cioccolatino non è semplice e anzi può anche generare una discreta insofferenza. Inoltre a detta del dottor Umberto Veronesi e non solo per sue parole specifiche ma anche per studi effettuati da altri medici, il cioccolato aiuta – se consumato nelle giuste dosi senza esagerare – a prevenire le malattie cardiovascolari, inoltre – sempre da studi effettuati – risulta che abbia un azione mirata sul sistema che può portare un individuo alla depressione e quindi può anche essere considerato un toccasana per chi magari si sente giù. Infine aiuta anche le difese immunitarie delle persone quindi il problema non è la materia prima in sé che a rigor di logica non dovrebbe essere demonizzata, il problema vero è il consumo che si fa di determinati prodotti della natura al pari di altri che se abusati portano a scompensi di vario genere.

 

Visitate le proprietà del cioccolato dobbiamo dire che questa meraviglia della natura può essere messa al primo posto di un eventuale classifica dedicata a Dolciumi&Co. Ma nella classifica dovremmo anche includere la miriade di caramelle nostrane – per produzione e ideazione – e straniere.

Non possiamo quindi non citare:

  • Le mitiche Pastiglie Leone fabbrica dolciaria dal 1857, un marchio davvero importante con prodotti eccellenti che nel corso del tempo partendo appunto dalle Pastiglie – le prime furono quelle al meraviglioso gusto Violetta dissetanti – è arrivata a produrre anche altre caramelle anche particolari con dediche o rivolte a tematiche specifiche assicurandosi un apprezzamento anche sul piano internazionale.

  • La Nestlè che sebbene spesso abbia adottato politiche non del tutto condivisibili ha un posto di rilievo con i suoi prodotti.

  • Il marchio Ferrero anche lui criticato a più riprese per le sue politiche societarie ma pur sempre ideatore della Nutella e sappiamo che un barattolo nelle case degli italiani lo troveremo sempre.

  • Ricordate il Toblerone? Restando sempre in tema di dolci, bene la casa produttrice è la Mondelez International da noi assai meno conosciuta della Nestlè e della Ferrero ma anche della stessa Leone ma pur sempre un azienda importante visto che è internazionale e che non fa certo dimenticare il suo prodotto probabilmente più importante e diffuso.

E poi non possiamo dimenticare in questo universo di dolcezza le produzioni locali a marchio DOP e IGP che sono davvero un orgoglio per il nostro paese e non solo.

 

La gola sarà forse – per qualcuno – anche un peccato ma assaporare la cioccolata è il paradiso…

Viaggio nella dolcezza, caramelle zuccheri e dolci

Per questo articolo vogliamo letteralmente fare un salto a piedi pari nella squisitezza e nella dolcezza come da titolo e lo faremo parlandovi di prodotti dolciari, caramelle vecchie – storiche – e nuove per la delizia di tutti i palati andando a fare una classifica senza numeri e senza posizioni preferenziali perché – come è ovvio che sia – ognuna-o ha i suoi gusti e alla gola spesso non si resiste.

Partiremo dalle grandi marche e dalle caramelle sfuse o in confezioni grandi per poi fornirvi una chicca con la ricetta per le caramelle mou da fare in casa.

Partiamo da un prodotto statunitense che pian piano ha conquistato però un posto di rilievo tra le caramelle. Parliamo delle famose Jelly Beans così definite per la loro forma a fagiolo.


Queste caramelle nascono nel 1976 quando l’idea venne ad un giovane produttore che fece nascere i primi 8 gusti – ad oggi sono 50 – rispettivamente con aromi naturali:

  • ciliegia
  • limone

  • panna

  • mandarino

  • mela verde

  • root beer

  • uva

  • liquirizia

Le conosciamo tutte-i e molti di noi non hanno indugiato nell’accompagnare le loro giornate con queste deliziose caramelline in gelatina.

Adesso passiamo a tutt’altro genere di caramella dal marchio sicuramente più conosciuto nel nostro paese, parliamo delle mitiche Golia le liquirizie più buone del mondo per qualcuno incartate a farfallina. Anche in questo caso ci si fa indurre in tentazione da queste caramelline e molte persone comprandole in pacchetti le scarta e le ripone in un apposito barattolo per facilitarne la presa…


In questa classifica-non classifica non potevamo mancare di citare anche le buonissime Polo, il buco con la menta intorno.

Sapete che questa caramella è la più venduta nel Regno Unito? E ci crediamo visto che apprezziamo anche noi dagli anni 50 le caramelle con buco che all’inizio non avevano questa forma e anzi erano molto più regolari, poi un designer ha avuto la pensata che le ha consegnate alla storia. Ciò avvenne nel 1955 ma le caramelle sono del 1948 attualmente a marca Nestlè.


E come anticipato siamo arrivate dopo questo tortuoso percorso alle caramelle mou e alla ricetta per farle al comodo della vostra cucina.

Gli ingredienti necessari:

  • 250 g di zucchero
  • 100 g di panna liquida a temperatura ambiente

  • 1 bustina di vanillina

Preparazione:

Dapprima bisogna far sciogliere lo zucchero in un pentolino a fiamma bassa senza mescolare ma scuotendolo quando occorre, fare ciò fin quando il composto non assume il classico colore ambrato.

A questo punto dovrete versare all’interno del pentolino la panna liquida assieme alla vanillina e stavolta mescolate con una spatola in legno fino ad amalgamare il composto.

Una volta che l’amalgama risulta tale versate il tutto in uno stampo di forma quadrata che può essere di 20X20 o 30X30 ricoprendo con la carta da forno.

Più pratico sarebbe versare all’interno di stampini di forma quadrata o rettangolare ma non tutti hanno questo componente quindi poco male se dovrete tagliate successivamente le caramelle.

La lastra mou dovrà restare al riposo per circa due ore a questo punto e solo dopo procederete al taglio. Avrete così ottenuto – con pochi semplici passi e pochi ingredienti – una caramella dolcissima da offrire ai vostri ospiti o da papparvi!