Corsi BLSD: ecco perché sono sempre più importanti

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corsi BLSD stanno diventando sempre più importanti, anche in virtù delle recenti normative che hanno imposto a tutte le associazioni sportive di dotare i propri impianti di defibrillatori per prevenire le morti sul campo dovute ad arresti cardiaci. Vale la pena di imparare a conoscerli più da vicino, partendo dal significato della sigla: BLSD è l’cronimo di Basic Life Support and Defibrillation, espressione che potremmo tradurre come supporto di base alle funzioni vitali e defibrillazione. Si tratta, in pratica, di una tecnica di primo soccorso che si fonda sulla rianimazione cardiaca e polmonare, ma che include anche altre manovre a sostegno delle funzioni vitali.

L’associazione Life Academy che aiuta chi sta cercando un corso BLSD a Udine ci riporta qualche dato significativo a riguardo. Per capire il valore dei corsi BLSD è sufficiente sapere che nel nostro Paese ogni anno sono più di 60mila le persone che sono vittime di arresto cardiaco: più di 160 al giorno. Il problema è che senza un intervento istantaneo le probabilità di sopravvivenza sono molto prossime allo zero. Per questo motivo c’è bisogno delle manovre BLS, che consentono di moltiplicare le possibilità di sopravvivenza. Solo negli ultimi anni si è diffuso il principio secondo il quale la cultura del primo soccorso non deve essere appannaggio esclusivo degli operatori sanitari e dei professionisti del settore, ma deve essere diffusa a tutta la comunità. A volte poche manovre di rianimazione, di semplice attuazione, possono essere sufficienti per evitare la morte di una persona.

Chi prende parte ai corsi BLSD ha l’opportunità di imparare le tecniche di base a supporto delle funzioni vitali e può scoprire in che modo si deve far fronte a una situazione di emergenza in attesa che giungano gli operatori del 118: è importante, in particolare, conoscere e saper usare il DAE, vale a dire il defibrillatore semiautomatico esterno, in modo da garantire un’assistenza adeguata non solo a chi è colpito da un arresto cardiaco o da un arresto respiratorio, ma anche a coloro che subiscono un soffocamento dovuto a un corpo estraneo. I corsi BLSD non includono unicamente la rianimazione polmonare e cardiaca ma comprendono anche le manovre di disostruzione.

Per tutte le attività sportive non agonistiche, il defibrillatore è diventato obbligatorio dal 1° luglio dello scorso anno, sulla base del decreto del 26 giugno del 2017 del Ministero della Salute e del Ministero dello Sport. L’obbligo di dotarsi del Dae riguarda tutte le associazioni e tutte le società sportive dilettantistiche (oltre, ovviamente, a quelle professionistiche) che praticano una disciplina sportiva riconosciuta dal Coni (in tutto sono poco meno di 400 discipline).

Tutti gli impianti sportivi devono essere muniti di un defibrillatore di questo tipo, e in occasione delle competizioni che vedono coinvolte le associazioni è richiesta la presenza di un soggetto adeguatamente formato per l’impiego del dispositivo. Per altro, la legge vincola al ricorso a certificazioni mediche per tutti coloro che svolgono attività sportive amatoriali o non agonistiche, al fine di ridurre l’impatto della cosiddetta morte cardiaca improvvisa: essa è rappresentata da un decesso improvviso dovuto a cause naturali e non anticipato da sintomi premonitori, che interessa una persona la cui salute non fa immaginare un rischio simile.