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Diritti portati all’estremo.. #jesuischarlie? come la mettiamo con la censura francese di stato?

Come tutti i diritti, anche quello della libertà di espressione non dovrebbe essere inteso in senso assoluto. Qualsiasi cosa, assolutizzata e privata di ogni limite, rischia di diventare anti etica e di ritorcersi contro tutti. I diritti, se portati all’estremo, non sono più compatibili tra loro, e vanno in conflitto l’uno contro l’altro.

Così, ad esempio, la libertà di deridere una religione si scontra con il diritto al rispetto e all’onorabilità culturale e religiosa.

 

[quote]Diritti e responsabilità non dovrebbero venire mai disgiunti proprio perché incarnano quella tensione, quel compromesso che dovrebbe essere alla base della convivenza tra persone e gruppi che trovano identificazione in oggetti diversi.
Il fatto quotidiano[/quote]

In questi giorni è scattata una forte riflessione circa la libertà di espressione. Significativo a riguardo l’interpretazione di tanti che hanno associato l’omicidio dei vignettisti alla libertà di espressione.

In realtà.. quello che va contestato è l’omicidio. Il fatto che esso sia stato motivato dal risentimento verso delle vignette ha fatto scattare, nei lettori di mezzo mondo, un’associazione psicologica del tipo: “non si può legittimare l’omicidio per l’offesa di una religione, perchè questa non può essere impedita in quanto la satira è una forma di libertà di espressione”.

è degno di nota che l’accento si sia spostato interamente sul fattore “libertà di espressione”. 

Volendo riordinare razionalmente i pensieri abbiamo i seguenti punti:

[quote]Alcune persone si sono sentite toccate a tal punto nelle emozioni da commettere degli omicidi.
Si sono sentite razionalmente legittimate a compiere tale gesto per il fatto che i vignettisti di Charlie Hebdo avessero offeso il loro Dio.
è giusto porre un freno alla satira tramite la censura? Si riesce a comprendere e giustificare la posizione dei terroristi?[/quote]

Per la psicologia la questione è in realtà piuttosto lineare. Nel momento in cui qualcuno arriva a compiere un gesto quale un omicidio le emozioni che prova sono talmente intense che il problema psicologico andava affrontato precedentemente. Questo non significa che la satira sia condannabile o giustificabile. Significa che c’è un problema di dimensioni maggiori.

Personalmente non sono affatto un fan del capitalismo, della mentalità statunitense e riesco a capire cosa possa spingere tanti integralisti ad un astio così profondo. E mi pare evidente che la satira non è che una piccola parte del tutto.

Volendo polemizzare contro il “sistema” io piuttosto mi domanderei: a chi fa comodo lasciare che queste persone compiano azioni così eclatanti e tali da attirare l’odio dell’opinione pubblica? Non è una questione di “complotti”, ma di semplice buonsenso.

Prima di parlare di libertà di espressione andrebbe quantomeno studiata la situazione legislativa molto più a fondo di quanto la maggior parte di noi sia abituata a fare. Siamo davvero liberi? E allora milioni di righe di leggi a cosa servono? Liberi in che senso?

A volte si ha l’impressione che molti si lancino in delle battaglie ideologiche senza però prima approfondire.

Tema di Anders Norén