Attualità e politica

Italiani: popolo diviso tra vizi e virtù

Le mille sfaccettature di un polo antico tra mille contraddizioni

Ogni occasione è buona per ricordare i fasti dell’antica Roma, del grande Impero Romano e delle sue tante conquiste in secoli di predominio europeo e orientale, gli italiani se ne ricordano solo quando più fa comodo come a voler intendere che parte di quella storia ci appartiene ancora oggi come popolo.

Tutt’altro che la realtà, l’unico motivo di orgoglio che dovrebbe essere mantenuto è il ricordo e la viva memoria di quello che è stato un grande periodo del passato e che ovvio non ritornerà mai più. Purtroppo anche in questa situazione l’italiota che si fa prendere dall’entusiasmo storico, dimentica che i più grandi siti archeologici e storici del paese sono nel degrado, migliaia monumenti ritrovati e poi abbandonati al morso delle steppe, l’orgoglio delle parole e la non curanza materiale della storia, due facce della stessa medaglia.

I fatti recenti non smentiscono

Essendo di attualità non possiamo non citare Expo quando si parla di Italia e degli italiani, quella che dovrebbe essere una grande manifestazione internazionale, dove mostrare al mondo l’Italia con la sua grande tradizione e cultura, se andiamo a vedere da vicino a questo evento possiamo vedere ancora una volta la grande contraddizione di questo popolo.

Da un lato abbiamo un’Italia che vuole emergere dalla crisi, mostrarsi al mondo per la creatività di prodotti, della tecnologia e delle tante prelibatezze culinarie di cui è ricca e il mondo invidia, della cultura e dei paesaggi meravigliosi di tutta la penisola, possiamo definirlo senza pericolo di smentita il più bel paese del mondo!

Sul versante opposto e autentica minaccia per le aziende presenti a Expo e non solo, abbiamo un’immagine catastrofica di questo circo internazionale, con decine di responsabili a vari livelli tra arrestati e indagati per tangenti ed estorsione fino all’associazione mafiosa, con un costo finale lievitato e che graverà sulla collettività, regalando un’immagine internazionale che l’Italia non merita.

L’italiano si adegua purché non ci rimette

E’ nel DNA dell’italiano medio, in questo paese può andare tutto male e peggio, ma non riguarda il singolo finché non lo tocca direttamente, gli italiani non hanno il senso del bene comune, di un’appartenenza o di unità di popolo, questa è la peggiore delle tragedie che può capitare a una comunità, nel momento in cui non si sente di appartenere a un popolo si perde ogni interesse sia verso lo stesso sia per la terra di appartenenza, non è un caso che oggi oltre il 50% degli italiani non si riconosce più in nessuno schieramento politico, nonostante tutto è il partito di maggioranza.

Governo e istituzioni espressione di un popolo

Se è vero che i governi sono l’emanazione e spirito di un popolo, è legittimo pensare che la metà degli italiani che lo sostengono siano collusi direttamente o indirettamente con i referenti politici e governanti, per convenienza e opportunismo, ai quali ogni nefandezza va bene purché non leda gli interessi personali, nel più classico degli schemi del voto di scambio.

Ci sono italiani che hanno vantaggi anche molto modesti da queste collusioni, e hanno paura di cambiare lo stato delle cose e perdere quelle briciole di convenienza, ecco, un popolo che ha messo il cartellino con il prezzo alla propria dignità, è un popolo che non ha futuro, che ha piccoli interessi personali e nessuna identità e senso di unità, scomparirà com’è accaduto l’Impero romano, 80 denari possono bastare!

Tema di Anders Norén