Preparati: Erboristeria e cure alternative

Preparati per prendersi cura di sé

In medicina da poco tempo viene accettato il concetto che le piante officinali possano essere impiegate anche fuori dalla farmacologia ufficiale. Ma l’erboristica esiste da tempo. Vediamo cosa si intende con questo termine

I preparati erboristici aiutano sia a mantenere la salute che a migliorarla e svolgono un azione preventiva ma anche curativa.

Se vogliamo fare una distinzione tra le tipologie di preparazione erboristica basati sulle piante officinali possiamo sicuramente dividerle in:

  • Decotti

  • Compresse

  • Tisane

  • Infusi

  • Lozioni

  • Polpe

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I decotti si ottengono portando la pianta ad ebollizione in acqua calda, lasciando poi il preparato a freddare nei tempi utili e versando il preparato da assumere poi come bevanda, questa può essere – a seconda dei casi – calda o tiepida.

Le compresse invece sono le soluzioni in acqua da utilizzare attraverso panni e tamponi in determinate aree del corpo per curare questo o quel malanno o per prevenirne l’insorgenza. Possiamo ad esempio trattare problemi legati alla circolazione venosa attraverso l’Hedera Helix conosciuta comunemente come Edera alcuni unguenti possono aiutarci nel compito proprio attraverso le compresse.

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La tisana si differenzia dal decotto solo nella sua diluizione, questa infatti presenta più acqua rispetto alla pianta lavorata in forma di decotto.

L’infuso prevede invece che l’acqua calda si versi direttamente su una quantità specifica di pianta officinale e che poi il preparato che ne deriva si beva caldo.

Per quanto riguarda invece le lozioni il preparato è leggermente più complesso pur rimanendo alla portata di tutti. Si lasciano macerare le erbe in olio o in alcool, nel primo caso si ottiene un olio medicinale mentre nel secondo una tintura. Bisogna comunque conoscere i tempi per questo genere di preparato erboristico e sapere – come per altri casi come ad esempio infusi e decotti – se le piante officinali devono essere secche o meno.

Arriviamo alle polpe che sono probabilmente il preparato erboristico più affascinante. Si ottengono attraverso l’utilizzo di un mortaio. Pestando le erbe atte al rimedio di cui si necessita queste vengono poi poste successivamente su un panno in cotone e arrotolando le estremità si strizzano le erbe per estrarne il succo e quindi il principio attivo.

 

Le piante officinali sono moltissime e molte che crescono spontanee si possono confondere ecco perché occorre sempre il parere di un esperto.

Come detto poco sopra le piante officinali sono molte e tutte hanno degli specifici principi attivi utili per specifiche terapie erboristiche. La suddivisione è tra quelle spontanee e quelle invece coltivate tutte vengono normate da specifiche leggi che ne riconoscono la produzione per scopi preventivi e terapeutica. Ma nel caso delle piante officinali si concentra anche la ricerca e la tutela sia per la biodiversità che per la salvaguardia specifica delle stesse.

Se non vogliamo addentrarci nella legislazione vigente ma desideriamo comunque conoscere il territorio che abitiamo esplorando anche il suo ecosistema osservato dalla parte delle piante e scoprendo le proprietà attive delle stesse esistono in rete forum dedicati proprio al riconoscimento delle piante officinali spontanee e coltivate. Potremmo magari scoprire che un semplice fiore che nasce in mezzo a campi estesi potrebbe alleviare il nostro mal di schiena attraverso un preparato specifico!

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